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Tutti insieme al Monte Cornizzolo
Eccomi qui a raccontarvi della suggestiva escursione in montagna con il
CAI-SEM.
Domenica
16 Marzo eravamo tutti pronti per partire per un’altra meravigliosa gita = destinazione Civate in provincia di Lecco. Il nostro obiettivo era di arrivare in cima al Monte Cornizzolo, al rifugio Marisa Consiglieri (1110 m).Durante il tragitto abbiamo incontrato alcuni esemplari di fauna tipica del posto, come pettirossi, merli e gracchi. Tanta flora che si differenziava in base all’altitudine:biancospino, larici, querce, betulle e abeti rossi.
Straordinario il paesaggio, ma ahimè offuscato da uno strato di nebbia e fitta pioggerellina, peccato!! Comunque è stato bello ugualmente. La nostra camminata è stata lunga ed è risultata faticosa a causa del terreno fangoso che impediva il passo. Nel percorso abbiamo incrociato l’abbazia di San Pietro nella quale più di 1000 anni fa si riunivano i pellegrini. All’interno della stessa c’erano dei magnifici affreschi ed alcune incisioni dove erano rappresentate due creature fantastiche. Una raffigurava il grifone che simboleggiava il bene, l’altra la chimera cioè il male.
Una delle nostre guide, Dolores, ha tenuto una lezione su come ci si orienta in montagna con una bussola e una carta topografica.
Le notizie che ci ha dato sono state molte e interessanti, alcune le conoscevo, altre no.
I nostri accompagnatori sono davvero “speciali”, ogni tanto perdono la pazienza e ci richiamano perché non rispettiamo alcune regole; capiteci, è troppo bello stare all’aria aperta, ascoltare ed osservare tutto ciò che ci sta intorno.
Ciao ed arrivederci alla prossima escursione.
Giorgio M. (anni 11)
6 aprile 2008 Campo dei Fiori
Ricerca
di botanica
Il 6 aprile, il gruppo SEM di Milano (società escursionisti milanesi) è andato al Campo dei Fiori, un monte su cui è stata costruita una strada dove si celebra la via Crucis.
Lì il gruppo si è diviso in due fasce di età: i più grandi si sono incamminati verso l’osservatorio, mentre i più piccoli fino alla cima del Sacro
Monte. Durante il sentiero si sono potuti vedere diversi tipi di fiori, tutti molto belli e tutti molto particolari. I fiori che abbiamo visto sono i
seguenti:
la classica violetta
La
viola è sempre stata uno dei fiori più apprezzati, sia per l'aspetto
estetico e per la delicata profumazione, da tutti i popoli e in tutti i
tempi. Gli antichi romani e le popolazioni arabe erano solite aggiungere
alle bevande fiori di viola oppure estratti della stessa, al fine di
rendere più delicata e gradevole la consumazione. Molti poeti hanno
celebrato e inserito nelle proprie opere la viola, come uno dei fiori più
belli e delicati; altrettanto ricorrente è la rappresentazione del fiore
in dipinti e decorazioni. Famoso è infine l'utilizzo del fiore per
ottenere profumi ed essenze. Nel linguaggio dei fiori la viola è
l'emblema dell'umiltà e della modestia.
la primula gialla
Della primula si ricorda che fu il fiore preferito dallo statista
inglese Benjamin Disraeli, tant'è che, in occasione della sua morte, i
conservatori misero all'occhiello una primula
in ricordo dello statista scomparso e la sua tomba fu adornata con questi
fiori.
La primula è uno dei primi fiori che sboccia appena il clima
inizia ad intiepidirsi, anche
nei paesi più freddi; proprio per questo essa
è da sempre considerata il simbolo della primavera
e della speranza di rinnovamento
che questa stagione porta con sé. C'è anche chi considera la primula come
emblema della giovinezza e della precocità. Rilevanti sono inoltre anche
le sue proprietà medicinali: infusi a base dei suoi petali e rizomi
essiccati sono un efficace rimedio contro emicranie ed infiammazioni delle
vie respiratorie.
l’elleboro verde
 comprende circa 20 specie di piante erbacee, perenni,
rizomatose e rustiche che presentano foglie persistenti o decidue e fiori
particolarmente apprezzati per la fioritura anche invernale (H. niger e
atrorubens) e per la buona durata, una volta recisi. Questi sono portati
da steli lunghi 10-30 cm. e hanno petali in realtà ridotti a piccole
formazioni tubolari, di colore giallo-verdastro più corte degli stami,
racchiuse da brattee colorate di bianco, verde, giallo o porpora. Gli
ellebori sono velenosi, specie prima della fioritura, racchiudendo in
tutte le parti due alcaloidi pericolosi. Dalle radici e dai rizomi
polverizzati si ottiene un purgante diuretico.
la bicolore pulmonaria
Pianta perenne con un rizoma carnoso, ramificato e strisciante, da cui si
sviluppano una rosetta di foglie basali e i fusti, eretti e semplici, alti fino a 30-40 cm; tutta la pianta è più
o meno pelosa.
Le foglie basali, riunite in rosetta, sono ovali-ellittiche con la base più
grande e spesso a forma di cuore; l'apice è acuto, il margine è intero,
la superficie è abbondantemente pelosa; la maggior parte delle foglie ha
la lamina fogliare macchiata da zone biancastre o più chiare del resto,
ma vi sono alcune varietà con -foglie senza macchie. Le foglie basali
hanno un lungo picciolo talvolta leggermente alato; le foglie superiori
sono sessili.
I fiori sono portati da uno o due racemi terminali; il calice è tubulare
e termina con cinque denti triangolari; la corolla è tubulare nella parte
inferiore, si allarga a scodella e termina in cinque lobi ovali; la
corolla è rossastra prima della fioritura, diviene poi azzurro-violacea ed è biancastra alla sfioritura.
Il frutto è composto da quattro acheni ovali terminati da una punta
conica e racchiusi nel fondo del calice che diviene più lungo durante la
maturazione.
l’erba trinità
Pianta perenne con rizoma (radice) obliquo di colore
scuro. Le foglie, trilobate, sono molto coriacee; superiormente sono
verdi mentre inferiormente di color violetto. Fiore unico con fusto
inserito direttamente alla radice.
la pervinca
E' stato il fiore prediletto di Jean Jacques Rosseau. Essa cresce
spontaneamente quasi in tutta l'Europa. Presso i Celti, la Pervinca era
particolarmente cara agli stregoni, che la utilizzavano per confezionare
pozioni ed infusi. In alcuni Paesi, i suoi fiori venivano sparsi davanti
agli sposi come gesto benaugurante; in altre regioni, i suoi rami venivano
incrociati per ricavarne corona da porre sulle tombe.
Il valore simbolico della Pervinca è legato al ricordo; regalare una
Pervinca esprime il desiderio dilasciare e conservare
un dolce ricordo
l’aglio ursino

E’ una pianta erbacea perenne; ha un bulbo allungato
rivestito da tuniche grigio-bianche. Le foglie, lunghe fino a 20 cm, sono
ovato-ellittiche e si restringono in un lungo picciolo alato. Lo scapo
fiorale, eretto e triangolare, è lungo fino a 40 cm. I fiori, bianchi e a
forma di stella, sono riuniti in ombrelle ricurve per separare i fiori.
Giulio M. (anni 12)
21-22 giugno 2008
Alpe Devero da Goglio alla Svizzera
Siamo partiti, alle 7.30 del 21 Giugno, ancora addormentati, ma pronti per una nuova avventura. È ancora presto, quindi in pullman c’è chi ascolta la musica, chi chiacchiera e, ovviamente, chi dorme. Alla fine del viaggio, dopo circa tre ore e dopo molti tornanti, arriviamo in un paesino, Goglio. Dolores, prima di incamminarci, ci fa fermare a mettere la crema: il tempo promette bene, è meglio evitare di scottarsi.
Partiamo allora decisi a cominciare un nuovo percorso, che sappiamo sarà, ovviamente, in salita. Subito però si presenta un bivio e decidiamo di andare a destra, ma dopo qualche metro, ci accorgiamo che la strada finisce. Torniamo indietro, prendendo quindi la direzione corretta. Saliamo per una cinquantina di metri, dove incontriamo ortiche, rovi, rami sporgenti, fantastici guadi, condotte dell’acqua e perfino delle mucche. Ancora però ci accorgiamo che il sentiero non è corretto, a causa di un errore sulla carta.
Mentre riscendiamo lungo il sentiero, Wanda, fa uno scivolone, che fa spaventare quelli davanti, che cercano in qualche modo di aiutarla, anche se è riuscita a rialzarsi da sola. Fortunatamente ripartiamo e imbocchiamo il sentiero giusto. Durante la strada abbastanza ripida incontriamo delle piccole cascatelle, dove possiamo rinfrescarci. Durante una pausa, appena pronti a ripartire, incontriamo una simpatica (si fa per dire) vipera, che Mario tiene ferma con una racchetta.
Arriviamo al rifugio, e dopo aver sistemato le nostre cose, ripartiamo per il lago, dove Dolores, ci spiega, facendoci riflettere, alcuni particolari del paesaggio che ci sta intorno. Un esempio…? LE MONTAGNE!!!
Torniamo un po’ stanchi al rifugio, ma soddisfatti.
La mattina dopo la nostra meta è l’Alpe Buscagna, al confine con la Svizzera.
Sul percorso notiamo un fiore di alta montagna, la Soldanella, e delle “chiazze ” di neve, nonostante la temperatura sia abbastanza alta.
E’ ora di tornare. Dobbiamo riprendere la strada per Milano. La stanchezza si fa sentire ma siamo felici di aver trascorso un fantastico fine settimana, con accompagnatori ed amici.
Alla prossima!
Marta B. (anni 12)
6
- 7 settembre 2008
- Piani di Brunino
(Valsassina)
Probabilmente tutti hanno fatto fatica a svegliarsi la mattina di sabato 6 settembre! Ma ne valeva la pena! Ci siamo trovati alla Stazione Centrale carichi di zaini enormi e ci siamo avviati sul treno verso la solita tappa di Lecco. Arrivati abbiamo preso un autobus che ci ha portati a Pasturo davanti ad un alberghetto. Quasi tutti abbiamo riempito le borracce. Dopo mezz'ora circa sono arrivate le nostre guide, Cristina e Carla, ed il loro cane Nefer da subito oggetto di molte carezze da parte dei bambini. Dopo le presentazioni ci siamo incamminati verso la Cascina Margherita nei piani di Brunino.
Lungo la strada le guide ci hanno spiegato molte cose sul loro lavoro e sulle caratteristiche di alcuni animali del bosco. Cristina e Carla possiedono un terreno lì vicino dove curano i loro amati animali. Curano i caprioli, i gatti e dei conigli. La passeggiata non era lunga e siamo arrivati verso l'ora di pranzo. Dopo aver mangiato abbiamo fatto una specie di quiz a squadre sulla zona circostante. Finito il gioco ci siamo accorti che erano volate due ore, quindi siamo andati a cenare. Però non ci siamo comportati bene a tavola quindi gli accompagnatori potevano non farci fare la gita serale. Dolores ci ha sgridati, comunque ci hanno fatto fare la gita.
Dovevamo "chiacchierare" con i rapaci notturni e siamo riusciti a "parlare" attraverso i loro versi. Dopo aver "conversato" con due civette siamo andati tutti a dormire.
2°giorno
Al risveglio pioveva e tutti eravamo tristi. Abbiamo fatto una ricca colazione e, dopo esserci vestiti, ci hanno divisi in due gruppi: un gruppo ha lavorato sui profumi della montagna e l'altro gruppo ha fatto delle prove d'arrampicata (in questo gruppo c'ero io). Oreste ha attrezzato la cappella vicino alla cascina e ci ha spiegato come fare per salire e scendere sulla corda.
Ci siamo imbragati e a turno salivamo.
E' stata un' esperienza bellissima ed emozionante. Alla fine delle prove ci siamo rincontrati con gli altri,abbiamo pranzato ed abbiamo giocato nella cappella ad un gioco dove due erano legati e dovevano cercare di slegarsi. Ha iniziato a piovere ed abbiamo aspettato fino a quando non sarebbe cessata la pioggia.
Dopo la lunga pausa ci siamo incamminati di nuovo verso Pasturo. Arrivati al nostro alberghetto di sosta abbiamo aspettato l' autobus, abbiamo salutato le guide e siamo ritornati a Lecco. Alla stazione abbiamo aspettato un' ora, poi siamo saliti sul treno per Milano.
Siamo arrivati finalmente alla Stazione Garibaldi. Dolores ha riferito ai genitori il nostro brutto comportamento e alla fine siamo tornati a casa stanchissimi. In questo weekend ci siamo divertiti tutti (credo) ed è stata sicuramente una gita istruttiva ed utile.
Gabriele M. (anni 11)
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