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23 Febbraio - Traversata Bassa - La Montagna d’Inverno
Progressione su neve
Inizia l'avventura del corso AG Junior SEM 2003!
2 Marzo: ritrovo alla stazione di tutti quanti (accompagnatori, ragazzini e genitori) prima di prendere il treno che ci porterà fino a Lecco.
Un saluto ai genitori e … si parte! Arrivati a Lecco, si cambia mezzo di trasporto: saliamo sul pullman per Balisio, ed ecco… comincia il nostro viaggio alla scoperta del mondo della montagna.
Per questa prima uscita i bambini sono solo 9 (su 21 iscritti: peccato!), purtroppo l'influenza ne ha …"messi a letto" parecchi.
I 9 "intrepidi" iniziano dunque il loro cammino, sentendo un po' di freddo ma l'entusiasmo è molto, e la loro curiosità viene premiata con la vista delle prime primule, delle rose nataline e ….. sorpresa! Il volo di una poiana!
Giunti al bivio per la Traversata Bassa, i ragazzini iniziano il loro percorso imparando a muovere i passi sulla neve in modo corretto sotto la (paziente) guida degli accompagnatori: la salita inizia ad essere impegnativa ma …. passo dopo passo, ci avviamo verso i Piani
Resinelli. Durante la camminata, i ragazzini hanno anche occasione di osservare, attraversando il bosco, le tracce di vari animali, alcuni uccelli, le prime gemme sulle piante e quant'altro il bosco possa offrire, in questa stagione, all'occhio curioso ed attento.
Arrivati in un bel prato (località Sasso D'Acqua), ecco "l'incontro ravvicinato" più importante della giornata… un bambino scopre inaspettatamente una salamandra (che per la stagione si è svegliata un po' troppo presto!) e qui l'entusiasmo e la curiosità sono alle stelle…
Tutti osservano con interesse l'inaspettato ospite, e gli accompagnatori rispondono ad alcune domande dei ragazzi: poi, lasciata libera la salamandra di tornare nel suo ambiente, (sicuramente più tranquillo che non nelle mani di un ragazzino…), si riprende il cammino.
Ed ecco che, poco dopo, si arriva nei pressi di una stalla: molti ragazzi sono interessati a questa costruzione e chiedono informazioni su alcuni attrezzi in essa riposti. Alcuni chiedono anche il nome di alcune piante da frutto che si trovano lì attorno (ciliegi e noci).
Verso le 13, i … giovani aquilotti iniziano ad essere un po' stanchi e ad avere (un po'…??) fame, ma nei pressi del Rifugio Cavalletti diamo a loro una bella notizia… "il pranzo è vicino !" Così,
aumentando un po' il passo (qualcuno digrigna i denti…) arriviamo fino al Rifugio SEL per la tanto desiderata pausa … mangereccia.
Qui, dopo essersi ristorati e riposati, i "nostri" ascoltano una lezione sull'ambiente, con il "condimento" di un po' di allegria, e in breve tutti sono ancora pronti per tornare a prendere pullman e treno, verso casa …
Durante il viaggio di ritorno, nonostante un po' di stanchezza (principalmente degli accompagnatori), il fiato non manca per raccontare barzellette e ridere a crepapelle fino all'arrivo in stazione a Milano.
I genitori aspettano i loro figlioli, curiosi di sapere com'è andata la giornata … ma non servono molte parole, vedendoli felici ed entusiasti capiscono subito che non vedono l'ora di partire per la prossima uscita.
Tutto questo ci ha entusiasmato e dato la giusta "carica" per continuare con gioia questo corso: con l'augurio che tutto possa proseguire per il meglio … aspettiamo la prossima gita !!
23 Marzo - Monte Di Portofino
- L’Ambiente Mediterraneo
….Grande cosa la focaccia!!
Con questa magnifica "entrée" è iniziata la gita al Monte di Portofino per gli "aquilotti" AG SEM nello scorso mese di marzo. Dovuta (la focaccia) alla squisita gentilezza dei due ospiti accompagnatori AG del CAI di Chiavari, Sig. Alberto e Sig.a Carla - da noi in precedenza contattati per organizzare assieme l'uscita - che hanno cosi' gioiosamente accolto il nostro gruppo di … avventurosi.
A pancia piena (ma non troppo), e pertanto in buona allegria,
è quindi iniziato il nostro percorso, che si e' subito preannunciato non proprio "leggero" per una bella salitona iniziale all'interno del ridente paese di S.Margherita Ligure,
località da cui siamo partiti con meta principale Monte di Portofino e destinazione finale
Camogli.
Dopo qualche ulteriore "rampetta", cominciamo ad inoltrarci nella macchia mediterranea (per fortuna il caldo non era ancora eccessivo …), incontrando subito anche il nostro grande, inusuale ospite, che ci avrebbe accompagnato fino al termine della giornata e delicatamente "deposto" sul treno del ritorno: IL MARE !!
Con gli occhi che gradualmente si riempivano di azzurro e di verde (e lo stomaco che pian piano perdeva traccia delle colazioni e delle deliziose focacce …), ma con passo sicuro (sic), il gruppo dei piccoli (e grandi..) esploratori si avventurava cosi' lungo il sentiero. Durante il percorso, una flora per noi completamente nuova (che belle, le arance selvatiche! E gli olivi, e i corbezzoli, e….) ci accompagnava nella nostra scoperta: a tratti, un grandioso panorama ci obbligava a fermarci e stare in muta, rapita contemplazione.
Per non parlare, poi, delle innumerevoli ed interessanti notizie su ambiente e tradizioni locali, generosamente (e paternamente..) forniteci dai
simpaticissimi coniugi Bozzo (ma si', Alberto e Carla, gli ospiti accompagnatori, no?). Tra briciole di cultura e saggezza e sguardi persi nell'incanto del magnifico paesaggio, il nostro eroico gruppo giunse infine alla tanto agognata "sosta pranzo": Semaforo Vecchio, signori!
Siamo arrivati … SI MANGIAAA!!
Non perdiamo qui inutilmente tempo a descrivere le scene di godereccia
trivialità riguardanti il momento del pasto (oltretutto pure leggermente disgustose, vista la
quantità di libagioni che sono, per così dire…. "circolate", e le
modalità di consumazione delle stesse da parte di un gruppo più affamato di un branco di lupi a fine inverno …) e pensiamo invece a quanto sia stato bello, fra un gioco "birbante" e l'altro (cause di frequenti richiami agli … "allegri folletti" da parte degli adulti accompagnatori), mettersi a disegnare, a turno, su una cartina semplificata, il percorso della nostra gita (o uno "schizzo" dei dintorni …).
Ma, si sa, anche i momenti belli finiscono … (meno male!) e bisogna incamminarsi sulla via del ritorno: gambe (e zaini) in spalla, si riparte!!
La lunga discesa ci riempie ancora gli occhi di onde, gabbiani, giochi di luce e navi all'orizzonte … e guarda un po' cosa ritroviamo al rientro a Camogli?? Una nostra bella (e buona) conoscenza ….. la focaccia !!!
Infatti, essendoci tempo per una ulteriore sosta ristoratrice presso un caratteristico bottegaio, qualcuno ha avuto la bella idea di comprare ancora un pezzetto di focaccia per … i piccoli esploratori (che, anche se pieni di cibo fino alle orecchie, non si sono certo tirati indietro davanti a tale
golosità!!). Che gioia! Forza, forza, il treno ci attende: salutiamo con grande gratitudine, esprimendo il piacere ricevuto dalla loro bella compagnia (e dal… godereccio dono iniziale), i nostri piacevolissimi ospiti Alberto e Carla (quando ci rivedremo??), e ci incamminiamo lungo un sonnacchioso lungomare che ci saluta con gli ultimi raggi del sole, sempre
più lunghi sull'orizzonte …
Sul ritorno in treno, stendiamo il classico "velo pietoso": avete presente un "carro bestiame"? Beh, è ancora poco frequentato! Nonostante tutto,
però, il tempo e' fortunatamente trascorso in allegria: le nostre "piccole pesti" (provate ad averne 20 ... o
giù di lì, tutti racchiusi in uno spazio ristretto per almeno due ore, poi ne riparliamo …) hanno avuto persino il privilegio di visitare la cabina del manovratore! Questo, grazie alla squisita cortesia della bella e simpatica capotreno che, comprendendo lo stato pietoso dei "poveri" ragazzini (ma soprattutto degli accompagnatori …), ha fatto di tutto per rendere meno gravoso un rientro
già di per sé difficile, grazie alla disorganizzazione cronica delle nostre "gloriose" Ferrovie …
Il tanto agognato momento dell'arrivo a Milano ci e' stato reso oltremodo piacevole dal vedere i sorrisi dei "nostri ragazzi" (che contrastavano con l'espressione "beatamente sconvolta" dipinta sui volti degli accompagnatori …) nel ritrovare le mamme e i
papà, a cui raccontare con entusiasmo gli eventi avventurosi e ...… gastronomici della bella giornata!
Che dire? Ci vediamo "alla prossima", con rinnovato entusiasmo e pronti a ripartire !!
6 Aprile - Sentiero dei Pizzetti - La Sicurezza in Montagna
Come da programma, ci ritroviamo tutti in Stazione Centrale a Milano alle 7.40, qualche saluto, commenti sull'uscita ed alla spicciolata cominciano ad arrivare i ragazzi accompagnati dai genitori proprio un bel gruppetto! (circa 20 …) Le solite raccomandazioni da parte dei genitori (comportati bene, etc. etc.) e, finalmente, si parte.
Un accompagnatore (il "Professore"…chi è?) abile come sempre, trova subito una carrozza a nostra disposizione (anni di gite scolastiche lasciano il segno); ci accomodiamo e, fra 2 barzellette e qualche racconto, in breve siamo a Lecco.
Incomincia l'avventura!
Raccolto il gruppo sul piazzale antistante la stazione, cartina alla mano, ai ragazzi si mostra l'itinerario da seguire, dopo di che, ecco l'ordine di mobilitazione generale: zaini in spalla, si parte!
Ci dirigiamo in direzione del Monte S. Martino e, dopo un breve attraversamento di Lecco, inizia il sentiero: un tratto di bosco e finalmente siamo al prato antistante il primo dei "Pizzetti".
Subito parte un'attività fervente: suddivisione dei ragazzi in gruppi fra gli accompagnatori (tre ognuno); qualcuno mangia e beve qualcosa, qualcun altro invece "fa" qualcosa …. e poi, finalmente, ci si imbraca!
Aiutiamo i ragazzi a legarsi e ricordiamo loro come usare i moschettoni: breve sermone a tutti sul comportamento da tenere durante l'uscita, in
quanto per la prima volta affrontiamo un sentiero attrezzato, e poi ….OK, tutto a posto, si va ! Il tratto attrezzato e più in alto, per cui il primo "Pizzetto" occorre aggirarlo, con una faticosa salita nel bosco. Comincia a far caldo e qualcuno si lamenta per la sete: alla prima sosta si beve. Nel frattempo, qualcuno racconta una storiella di uno zio che faceva il partigiano: per sopportare meglio la sete si metteva sotto la lingua un sassolino e così facendo produceva saliva e calmava l'arsura …
Ad un tratto, qualcuno esclama: "Puah! Che schifo!".
Oddio, qualcuno ha provato il "trucco" dello zio! Per fortuna in giro non si vedono "segni" di capre o roba simile … meno male, forse chi "ci ha provato" ha usato proprio un sasso e non qualcos'altro!! La sosta, finalmente!! Si beve, si mangia qualcosa (alle soste, chissà perché, si mangia e si beve sempre …). Inaspettato, l'incontro con una biscia, che non tutti vedono: ma poiché non siamo proprio un gruppo silenzioso, questa si dilegua subito nel bosco (buon per lei …..).
Ci siamo ! Inizia il sentiero attrezzato: dopo i primi timidi approcci, tutti prendono confidenza con l'uso dei moschettoni ("… mi raccomando, si sposta un moschettone alla volta quando si arriva al cambio della catena, metti un piede lì, usa quell'appiglio
là etc …" ) … accipicchia: in gamba, i "nostri" ragazzi!! Tutti si dimostrano abili ed entusiasti del percorso scelto.
Finalmente, dopo circa 4 ore, alla spicciolata arriviamo tutti, accaldati ed affamati, sul prato antistante il Rifugio. A questo punto, un accompagnatore ci lascia: deve correre a Milano, la sua classe partecipa ad un torneo di calcio ( è proprio instancabile). Come d'accordo con il rifugista, ci aspetta la pastasciutta, che naturalmente divoriamo, assieme alle patatine gentilmente offerte dallo stesso … Ed ecco che, come per magia, dopo l'abbuffata i ragazzi sono freschi come alla partenza (gli accompagnatori un po' meno …. boh, sarà l'età!). E così, per calmare gli animi procurando qualcosa da fare, salta fuori dallo zaino di un accompagnatore un un bel "tre chili" di fogli di carta: si tratta di un quiz sulle diversità dell'ambiente, che con i ragazzi ha un gran successo (per fortuna …).
Ma viene tardi: raccolto tutto e rifatti gli zaini si parte per la discesa, che si dimostrerà lunghetta
(sigh)! Bisogna arrivare a piedi fino alla stazione di Lecco (meno male che il sentiero è bello): foto di gruppo alla chiesetta di S. Martino, poi di nuovo "prontiviasiriparte" …. ma all'improvviso: "Alt, fermi tutti!" Che succede? ... Niente di grave: un gruppetto è in chiesa che prega, sono i ragazzi del '93, quelli che fra un mese debbono fare la "prima comunione" … si vede, sono freschi di catechismo …. Finalmente: la stazione! Siamo qui con 20 minuti di anticipo ….
c'è tempo per bere qualcosa al bar, ma … non possiamo bere un birra ghiacciata davanti ai ragazzi
(però ci vorrebbe proprio …), quindi ci viene una bella idea: prendiamo il ghiacciolo per tutti! I ragazzi frugano a "man bassa" nel sacchetto, ognuno ne prende uno …. "qualcuno", fra gli adulti, ne cerca uno alla birra (ma non
l'hanno ancora inventato): purtroppo ne è rimasto uno solo all'anice (che schifo) e per giunta
è da dividere con un altro accompagnatore …. beh, meglio che niente!!!
Ecco il treno, si riparte! In breve siamo a Milano, stanchi ma felici: sono le 18.30, la tabella di marcia è stata rispettata! Riunione dei "pargoli" ai genitori, i saluti di rito e, finalmente….A CASA !!
11 Maggio - Monte Barro - La Montagna
in Primavera
Alé, un altro mese è passato e ci ritroviamo come al solito in Stazione Centrale per la 4° uscita del Corso di Alpinismo Giovanile!
Purtroppo mancano un po' di ragazzini (sono solo 12) gli altri hanno "marinato" per vari motivi: prima comunione, influenza e ultimo - ma non ultimo - le previsioni meteo non troppo ottimistiche. Sabato infatti pioveva, ma noi siamo fortunati, ed in barba alle previsioni si rivelerà una giornata calda e soleggiata.
Argomenti della giornata sono: orientamento e flora alpina / montagna in primavera.
A tale proposito, la scelta del Monte Barro non è stata casuale, ma mirata: infatti, nel Parco Regionale Monte Barro si trovano specie di fiori e piante cosiddette
"endemiche", cioè che vivono solo in questo luogo.
Giunti a Lecco ed attraversato a piedi il centro storico (ormai possiamo dire che conosciamo Lecco quasi come Milano) ci fermiamo in prossimità del ponte "Azzoni" dove, grazie alla sosta, approfittiamo per fare le solite cose che si fanno in questi casi: bere, mangiare, spogliarci (fa molto caldo) etc. etc.
Ai ragazzi viene quindi consegnata la cartina dell'itinerario: e' presto fatto il punto della posizione, ed individuato il punto di arrivo .... Pian Sciresa!
Là ci aspettano i ragazzi del gruppo "Nirvana", Associazione culturale che annovera fra i suoi obiettivi quello dell'apprendimento, per
così dire, "creativo". significative sia per il tempo ad esse dedicato, sia per i risultati ottenuti.
Nell'ambito delle proprie
attività, i ragazzi di "Nirvana" organizzeranno quindi per i nostri fanciulli una sessione "didattico - creativa" sull'orientamento, comprensiva di spiegazione su come si legge una carta di "orienteering", seguita da tanto di "competizione" in tema (tipo caccia al tesoro). Ai ragazzi di "Nirvana" vanno i nostri ringraziamenti per la professionalità dimostrata sia nella fase didattica che in quella organizzativa.
Ci siamo quasi! Attraversato il ponte, inizia la salita verso Pian Sciresa: il cartello indicatore segnala mezz'ora di tempo e la salita si rivela abbastanza ripida (per cui sudiamo tantissimo ...), ma in breve arriviamo a destinazione e .... sorpresa!! Troviamo un'enorme spiazzo erboso contornato da una bellissima vista sul lago e sulle montagne circostanti, ma
sorpresa ancor più gradita è ritrovare, appena un pò più in alto, un magnifico punto di ristoro, con tanto di tavoli all'aperto (che .... occupiamo immediatamente!!).
Ecco i ragazzi dell'Associazione "Nirvana", in attesa e pronti a stupirci con tante belle novità!
Dopo le presentazioni di rito, si comincia a lavorare: ai presenti viene consegnata una cartina del luogo disegnata appositamente per
l'attività di "orienteering" (ha una scala molto grande, 1:2000), che viene quindi illustrata fornendo le nozioni di base su come leggerla, come utilizzarla correttamente, oltre che spiegare quali saranno le prossime fasi del nostro .... gioco creativo!
Prima fase : breve giretto "a spasso nel bosco" (ma con gli occhi bene aperti ....) per una breve ricognizione del luogo, cartina alla mano. Questo ci
consentirà di interpretare correttamente i simboli e le indicazioni rappresentati sulla cartina e trovare quindi il nostro percorso.
Nel frattempo, altri componenti il gruppo "Nirvana", non visti, preparano il campo di gara distribuendo su una porzione di territorio (quella che perlustreremo) le cosiddette "lanterne" (paletti con bandiera colorata bianco/rossa, forniti di "punzoni" per marcare i passaggi dei vari gruppi), contrassegnando nel contempo con dei numeri la loro posizione sulle cartine da consegnare ai concorrenti per la .... competizione.
Arriva il momento della gara: si tratta di individuare le lanterne sulla porzione di territorio precedentemente identificata (giretto nel bosco...ricordate?). Le lanterne sono 10 in tutto, e dovranno essere ritrovate dai partecipanti, in rigoroso ordine numerico, utilizzando la cartina predisposta in cui queste sono state indicate, confermando inoltre tale ritrovamento per mezzo del "punzone" (da farsi direttamente sulla cartina) di cui tali lanterne sono fornite. Ci dividiamo quindi in gruppetti: 2 ragazzi ed un accompagnatore (che non dovrà in nessun modo intervenire).
Viene pazientemente spiegato dai ragazzi "Nirvana" (che conoscono benissimo i .... polli di quell'età e sanno perfettamente come si comportano di solito ....) che è inutile correre a vista seguendo gli altri,
perché questi potrebbero seguire un percorso sbagliato. Occorre invece soffermarsi qualche istante sulla cartina ed interpretarla al meglio per trovare il percorso che conduce alla sequenza esatta delle lanterne.
La cosa non spaventa noi "prodi" accompagnatori (siamo allenatissimi .... fra montagna ed altre attività abbiamo fiato da vendere .... forse), quindi eccoci tutti pronti per la partenza: OK, si va, 1,2,3 pronti .... via!!
I primi gruppetti, cartina alla mano, partono, e .... come volevasi dimostrare, dopo circa 30 metri i ragazzi hanno già staccato la maggior parte degli accompagnatori, che cominciano a sbuffare come dei mantici (ma questi ragazzini cosa mangiano al mattino ??): comunque dopo una rapida valutazione sembra che colpa di questa fatica vada senz'altro al peso degli scarponi (sic), perchè per correre servirebbero delle scarpe più leggere ....
Già .... peccato però che i ragazzi calzino anch'essi degli scarponi, ma siano ugualmente avanti di parecchie lunghezze ....
Vabbé, torniamo alla gara ! Chissà com'è, dopo 15 minuti parecchi gruppi si ritrovano sullo stesso punto: per qualcuno quella e' la lanterna numero 8, per altri la 6 e per altri ancora la 7 (è proprio vero, la mente umana non ha limiti in quanto a fantasia...): peccato che in realtà quella sia la numero 10, cosa che verrà rapidamente scoperta .... dopo altri 15 minuti di ricerca affannosa su e giù per il bosco (siamo proprio degli esperti ....).
Comunque, lo scopo della lezione è raggiunto: importante non è il risultato ma il meccanismo da utilizzare, cioè corretta lettura ed interpretazione della simbologia indicata sulla carta per muoversi sul terreno nella giusta direzione.
Alla fine del percorso, riconsegnate le cartine ai ragazzi del gruppo "Nirvana" che stileranno la classifica, finalmente si mangia!! I ragazzi sono soddisfatti, si sono proprio divertiti e, bisogna ammetterlo, l'orienteering è proprio una attività divertente ed appagante: sicuramente un'esperienza da ripetere!
Ma ecco che viene l'ora di ripartire: salutati i ragazzi di "Nirvana", che ci lasciano per continuare la loro giornata altrove, e ricomposto il gruppo dopo l'abbondante (come al solito) libagione, si riprende il sentiero che ci porterà verso Sala al Barro, passando dal sito archeologico presente sul Barro (tracce di un insediamento dei barbari Ostrogoti).
Ecco giungere così il momento di sviluppare il secondo argomento della giornata: la flora!
Dallo zaino di un accompagnatore salta fuori un bellissimo libro, di uso facile ed intuitivo, fatto apposta per scoprire e riconoscere i fiori della montagna: e' facilissimo, ha i margini delle pagine colorati e raggruppati per colore, quindi se un fiore è viola basta andare a cercare fra le pagine con il bordo colorato di viola e lo si troverà di sicuro!
Infatti, dopo breve tempo, ecco che lungo il percorso poco a poco si rivela, davanti alla nostra vista (aguzzata per l'occasione), una miriade di tipi di fiori diversi, di cui grazie al libro scopriamo nome, caratteristiche, ambientazione ed altre notizie interessanti: i ragazzi sembra facciano a gara per cercare i più belli ed appariscenti!
Scopriamo così: l'Aquilegia, l'Aglio ursino, il Mughetto e molti altri .... però, quante sorprese può riservare il bosco!!
Il sentiero per fortuna non e' faticoso ed e' tutto nell'ombra degli alberi, ma purtroppo fa molto caldo e sudiamo tutti abbondantemente: molti lamentano la sete .... ma ecco che, grazie alle soste per ammirare i bellissimi fiori, la natura ci offre un'ottima "scusa" per poter dare fondo alle nostre borracce!!
Ancora un ultimo tratto di sentiero per arrivare alla "Baita dell'Alpino", sosta programmata per una breve lezione sulla fauna: il tratto di sentiero mancante si chiama
"Scaloggia": strano nome, direte voi! In effetti il significato lo scopriremo poco dopo .... è un sentiero ripidissimo, ricco di gradini, tanto che alla fine ci sarà sembrato di salire al venticinquesimo piano del grattacielo
Pirelli!!
Comunque fortunatamente la .... scalinata finisce presto e, dopo un'ulteriore abbondante bevuta (c'e' una provvidenziale fontanella di acqua freschissima) si
può parlare un po' di animali e delle loro interazioni con .... l' "ambiente bosco".
In tutto la sosta dura circa mezz'ora, poi si riparte alla volta del sito archeologico, ultima fatica che si trova a 5 minuti dalla baita.
Il sito si rivelerà piuttosto interessante: infatti, "fioccano" le domande dei ragazzi che cerchiamo di arginare con quello che sappiamo del luogo e dei loro abitanti (gli Ostrogoti).
Il posto e' davvero bellissimo ed il panorama stupendo: adesso da qui si vede tutta la Pianura Padana, compresi i laghetti di Annone e Pusiano. Finalmente inizia la discesa per Sala al Barro, dopo una ulteriore sosta in una baitella sottostante il sito archeologico, dove due persone gentilissime ci offrono da bere (dopo aver visto le nostre facce ...), e ci fanno visitare l'interno della baita .... che bella!
Potrebbe essere un'ottimo posto per un bel "week-end autogestito".... ma non facciamoci del male subito, ci penseremo più avanti ....
Salutati i gentili ospiti, ci vorrà ancora un'ora circa di cammino per raggiungere la stazione ferroviaria, che essendo sguarnita di personale di servizio non offre punti di ristoro …. ma come sempre la fortuna (ed il ... "naso" di qualcuno) ci assiste ed ecco, come un miraggio nel deserto, poco distante dalla stazione l'oratorio di Sala al Barro, provvisto di bar (con tutto quel che ne segue ...).
Alè! Tutti dentro a mangiare il gelato offerto gentilmente dall'amica ed ospite "Etta" (la simpaticissima "Sociasegretariaescursionista" della SEM che presta la sua opera volontaria per tenere in ordine le ..."scartoffie" della nostra gloriosa Sezione) che ci ha accompagnato per tutta l'uscita ed ora ci gratifica con questa bella sorpresa!
Il ritorno, e' il solito "tran-tran": treno,
più o meno comodo (quello di oggi e' un "locale" che ferma in tutte le stazioni .... che pizza), ed eccoci in arrivo - finalmente - alla stazione di Porta Garibaldi, dove ci attendono i genitori dei ragazzi e dove si ripete la stessa "scena" di sempre: accompagnatori stravolti (ma felici, ribadiamo) e ragazzi che sembrano appena emersi da un bagno di acqua di rose .... che invidia !!!
Va bé, rassegnamoci, è l'età .... saluti e baci,e tutti a casa!
Appuntamento alla prossima avventura: il Sentiero Natura dei Piani D'Erna (zona Resegone). Ci vediamo !!
di accettare le difficoltà e capirle per poterle superare, ma anche la consapevolezza di far
parte di una comunità.
1 Giugno - Piani d’Erna - Sentiero Natura
- il Mondo della Montagna
La fontana della Stazione Centrale di Milano si dice sia ormai stufa di vederci... Infatti, anche domenica 1 giugno, ecco "i soliti" Accompagnatori di Alpinismo Giovanile della gloriosa SEM ritrovarsi lì davanti alle 7.45, in attesa che arrivino i ragazzi per iniziare una nuova avventura.
Il programma di oggi prevede di percorrere il Sentiero Natura ai Piani d'Erna.
I ragazzi arrivano alla spicciolata e, dopo aver salutato e scambiato le "quattro
chiacchere" di rito con i genitori e verificate adesioni e presenze, ci si avvia al treno che ci porterà in quel di Lecco.
....In carrozza quindi!!
Giunti a Lecco, si ha giusto il tempo di fare i biglietti dell'autobus che ci condurrà, in circa 15 minuti, al piazzale di partenza della funivia dei Piani d'Erna.
Questo viaggio si rivelerà piuttosto.... "avventuroso", almeno a giudicare dagli effetti provocati dalle molte curve del percorso sullo stomaco degli
"aquilotti" più..."sensibili", che hanno messo a dura prova le capacità di adattamento degli "stoici" accompagnatori a questo genere di imprevisti...
Ma ecco che (per fortuna !!) giungiamo in breve alla prima meta: non facciamo in tempo a smontare dall'autobus, che siamo già pronti per salire sulla funivia che ci "scarica" ai Piani d'Erna.
Prima di partire, però, è doveroso un saluto ed un ringraziamento al gentilissimo (e simpaticissimo) Sig.
Gorrini, Amministratore Delegato della Società Erna 94 Srl che, da noi in precedenza contattato, ha cortesemente fornito al gruppo AG il materiale didattico di supporto a questa gita (testi dei cartelli illustrativi presenti sul percorso del Sentiero Natura).
Ma ecco che arriva la funivia... tutti a bordo, si parte !! In men che non si dica, dopo tutti questi "sali e scendi" ci ritroviamo a quota 1.300
mt., pronti per imboccare il mitico "Sentiero Natura".
Il percorso ad anello di questo sentiero didattico è corredato di 20 pannelli, ricchi in immagini e descrizioni, che trattano i diversi aspetti naturalistici delle Grigne (flora, fauna, geologia, ecc..).
Una loro lettura approfondita però, oltre che comportare un certo dispendio di tempo, rischiava di trasformare l'escursione in una interessante ma un po' "barbosa" lezione di scienze naturali. Per ovviare a ciò, abbiamo chiesto chi tra i ragazzi, a turno, volesse offrirsi "volontario" (o quasi...) nella lettura delle sole parti salienti dei pannelli, cosicchè tutto il gruppo potesse poi commentare quanto ascoltato.
Una soluzione semplice, che si è rivelata un... colpo di genio!
Infatti, tutti i ragazzi hanno (incredibilmente) chiesto di poter leggere i pannelli, così come ciascuno non si è risparmiato nel fare domande (peraltro molto pertinenti, COMPLIMENTI!) o esprimere il proprio pensiero.
Possiamo proprio dire di essere partiti con il piede (... o il passo) giusto!
E con lo stesso passo si prosegue lungo il sentiero, non dimenticando però di dare uno sguardo a ciò che ci circonda. Il sentiero infatti si snoda su un percorso per nulla faticoso, ma molto interessante dal punto di vista paesaggistico
naturalistico.
Inizialmente ci si addentra in un bosco dove è subito possibile osservare, in numero elevato, delle bellissime
Aquilegie. I pannelli si susseguono in un continuo sali-scendi del percorso, sino a quando si giunge ad una radura dove ci si scatena nella prima pausa di ristoro.
E via quindi a biscotti, merendine, cioccolato, acqua a volontà! Il lavorìo delle mandibole dei teneri angioletti è tale che gli accompagnatori sono costretti a sollecitare la moderazione, altrimenti alla pausa per il pranzo non rimarranno da mangiare che... i gomiti!
Dopo la pausa si riparte; ancora qualche pannello all'interno del bosco e poi il percorso procede con un lungo tratto in un prato, dove è possibile ammirare una incredibilmente bella e rigogliosa fioritura di
"Botton d'oro". ... E dopo tutte queste meraviglie....finalmente si mangia davvero!
Ecco infatti che, superato il Passo del Cammello, giungiamo ad un vecchio borgo, all'interno del quale si trova il Rifugio
Marchett. Qui, in un grande spiazzo erboso, i ragazzi danno prima fondo alle loro (esorbitanti) dispense e quindi alle loro residue (sic) energie (... ma non erano stanchi?), scatenandosi fino all'inverosimile sulle strutture del parco giochi lì presente...e mettendo ancora a dura prova la pazienza, oramai quasi proverbiale, degli accompagnatori...
Dopo pranzo (ma possiamo definirlo così ?) si riparte lungo l'ultimo tratto del sentiero, il quale ci si rivela subito con una
"rampetta" abbastanza ripida, causa di alcune pietose scene di sgomento messe in opera dai nostri intrepidi "aquilotti" subito dominate dagli altrettanto intrepidi accompagnatori. Successivamente, per rinfrancare gli animi, la natura ci gratifica ancora con un tratto di percorso immerso in prati ricchi di Botton d'oro.
Ma non e' tutto: poco più avanti, lungo il nostro percorso (è questa è una bella sorpresa), ci imbattiamo anche in diversi " Gigli di monte" (Paradisea
liliastrum), che non si è soliti ritrovare con molta facilità. Che belli !!
Ed eccoci quasi alla fine (del percorso, non della giornata!!): arrivati di nuovo vicino all'arrivo della funivia, ci fermiamo qualche attimo nei pressi della croce sommitale per ammirare il panorama sottostante prima di prendere la via della discesa....e un'altra bella sorpresa ci attende : il saluto allegro di tanti "piccoli giganti" tra il verde....gli "Asfodeli"!
Ma bisogna affrettarsi: il tempo sta peggiorando, si profila un acquazzone...
Ci ritroviamo in breve ancora a Lecco (per fortuna al ritorno in bus è andata meglio...) e scopriamo di avere ancora un po' di tempo prima di prendere il treno per Milano....che fare?
Qualcuno lancia un'idea...."più avanti c'è un'ottima gelateria..."
Uauuuu!! Possiamo quindi concederci il piccolo "lusso" di un gelato, e ci "gettiamo" letteralmente nel negozio per procurarci ancora qualche allegro momento in compagnia prima del ritorno, incuranti delle prime gocce di pioggia che, come ci si era preannunciato, stanno cominciando a cadere.
A questo punto non resta che tornare in stazione e salire sul treno, per arrivare dopo circa un'oretta alla solita Stazione Centrale.
Qui salutiamo i ragazzi, e prima di "riconsegnarli" ai genitori, diamo loro appuntamento per la "due giorni" al rifugio, raccogliendo già un certo numero di adesioni....
Buone vacanze, ragazzi, ci vediamo a Settembre!!
E finalmente giungono anche i saluti ai colleghi accompagnatori: però, siamo già a metà anno, quanto tempo è già trascorso....e quante avventure insieme già vissute !!
Quella trascorsa è stata una delle splendide giornate che ci hanno accompagnato nel nostro "viaggio" insieme ma, come tutte le altre volte, torniamo a casa con lo stesso "amletico" dubbio: ma, tra accompagnatori e ragazzi, chi si stanca di più alla fine???
A...chi proseguirà, l'ardua sentenza!!
6-7 Settembre - Valmalenco - Rifugio Gerli Porro (mt.1960)
Il Ghiacciaio e conosciamo l'arrampicata
(Cronaca "semiseria" di un w.e. entusiasmante...)
Eccoci, finalmente siam tornati dopo la lunga pausa estiva: il corso di Alpinismo Giovanile riprende l'attività, con la "chicca" del suo programma, la tanto sospirata ed attesa uscita di 2 giorni. (l'unica dell'anno). Attesa con entusiasmo dai ragazzi e (con un po' di ansia...) dagli accompagnatori.
Ci sono molte cose da fare, nei giorni precedenti l'uscita: il programma da svolgere, compiti e mansioni di ogni componente il gruppo accompagnatori ed ultimo (ma non meno importante!)....come tenere insieme "l'orda selvaggia" per due giorni consecutivi !!
Comunque, se pur fra qualche apprensione, l'entusiasmo è alle stelle: infatti, tutti i ragazzi confermano l'adesione all'uscita (fantastico, mai successo !). Solo all'ultimo momento risulteranno 3 assenti (che "marcano visita", cioè sono malati....e arrabbiati per non poter partecipare): fra questi, un
accompagnatore e 2 ragazzi, che informazioni aggiornate davano "legati" in casa in quanto avrebbero voluto partecipare, malgrado fossero febbricitanti.
L'appuntamento è per il solito posto ("fontana" Stazione Centrale): i ragazzi, che rivediamo dopo l'estate, sono cresciuti e anche alquanto eccitati all'idea della "2 giorni". Anche i loro zaini sembra siano cresciuti rispetto alle solite uscite giornaliere (infatti pesano... e non poco,
sigh!).
L'entusiasmo dei ragazzi è quasi pari a quello dei genitori, che sembrano proprio contenti di riaffidarci i loro figlioli (e magari...respirare per due giorni!).
Questo ovviamente ci rende parecchio orgogliosi, manco a dirlo, e allevia un po' i timori (infondati?) che da sempre accompagnano i partecipanti alle "grandi imprese" (alzi la mano chi dissente...).
Ore 9:00, ecco che ci si avvia finalmente al treno ! (partenza prevista per le 9:15) Il viaggio verso Chiareggio (l'ultimo paese della Val Malenco) sarà piuttosto lungo: infatti arriveremo all'attacco del sentiero solo attorno alle 15:00, essendo prevista una sosta obbligata di circa 2 ore a Chiesa
Valmalenco, per attendere la coincidenza con il pullman proveniente dal fondovalle.
La sosta forzata comunque non è stata noiosa, essendo riusciti ad "accamparci" nel frattempo presso il parco giochi pubblico di Chiesa, dove abbiamo potuto pranzare tranquillamente e poi giocare (più esattamente, i ragazzi hanno giocato e gli accompagnatori hanno svolto turni di attenta
"sorveglianza"...). In ogni caso, tanto per non dimenticarci che questa uscita è parte integrante di un corso e ci sono pertanto alcune cose da imparare, uno degli accompagnatori (il "mitico" Prof.) ha fatto un bel discorsetto introduttivo ai ragazzi sul comportamento da tenersi sia al rifugio che sul sentiero, spiegandone (ancora una volta!) le ragioni.
Ma ecco che il pullman non si fa attendere oltre, e ci conduce alfine alla nostra prima meta: Chiareggio! (curioso: apprendiamo dell'esistenza, a Chiesa, di un "Market SEM" situato presso la fermata del pullman per Chiareggio...che la nostra benemerita Sezione si sia data al commercio e non ce ne abbia informati ?? )
Il pullman, attraverso un percorso non proprio rettilineo (ma siamo armati di "sacchetti" per ogni evenienza...) e che si affaccia su un selvaggio panorama dominato da una cava di pietra, ci conduce alfine a
Chiareggio.
Ecco che, quindi, si calzano gli scarponi: è il segnale che da adesso "si fa sul serio".
Zaini in spalla (ci vorrebbero dei muli), ci si inoltra per il sentiero che porta al rifugio:
più che un sentiero è una mulattiera, che in circa 1 ora dovrebbe portarci a destinazione. Dovrebbe…
perché alla fine ci mettiamo mezz'ora in più rispetto al previsto: l'estate, probabilmente per i più trascorsa sotto l'ombrellone o con i piedi sotto tavole imbandite, a quanto pare non ha certo favorito l'allenamento (benedetti ragazzi!).
Comunque, quando le lancette dell'orologio segnano circa le 16.30, compare davanti a noi la sagoma rassicurante del rifugio. Siamo piuttosto in ritardo rispetto alla tabella di marcia, per cui non lasciamo ancora gli zaini al rifugio e decidiamo di recarci direttamente alla palestrina di roccia per i "giochi di arrampicata", come da programma.
Ci limitiamo quindi ad avvisare il rifugista, il simpaticissimo Floriano, del nostro arrivo.
Una breve consultazione per farci confermare l'ubicazione della "palestra" (è a 5 minuti dal rifugio) e il buon Floriano, contagiato dall'entusiasmo e dalla vitalità che solo i ragazzi sanno trasmettere, ha voluto accompagnarci personalmente "in loco".
La "palestrina" è proprio bella, e ben attrezzata, e si presta benissimo alla salita dei ragazzi.
Mentre salutiamo Floriano, la divisione dei compiti: qualcuno di noi ad attrezzare almeno 2 itinerari di salita, altri ad aiutare i ragazzi ad imbragarsi correttamente, utilizzando il cordino ed i moschettoni a loro disposizione.
Breve preliminare spiegazione di come muoversi in parete e via! A due a due, ecco che i ragazzi, adeguatamente assicurati da due "prodi" accompagnatori all'attacco della paretina e sorvegliati (e fotografati) da un "angelo", anch'esso adeguatamente attrezzato, che veglia su di loro in cima ad essa, iniziano ad arrampicare.
Durante l'ascesa, i consigli si sprecano e l'emozione è grande: tutti a "naso in su" a guardare i primi fortunati (?) salire, giungendo presso l' "angelo" in carne ed ossa che li attende, per immortalare la loro espressione (un misto di soddisfazione ed incredulità) all' "uscita" della paretina, sorvegliandone poi dall'alto la discesa. Di sotto, l'attività di "fare sicurezza" prosegue fervente, con mano ferma e saggi consigli.
Purtroppo, però, il tempo gioca a nostro sfavore: in un attimo sono le 19 (la cena è alle 19:30), per cui bisogna tornare al rifugio. Peccato, non tutti sono riusciti a salire !! (ma provvederemo
più avanti...)
Ooh, finalmente al rifugio! Floriano ci ha messo a disposizione una camerata da 22 posti ed una stanzetta per 8 persone.
Ordine di scuderia (vista l'ora): accaparrasi un letto, cambiarsi, possibilmente lavarsi le mani e poi giù di corsa per la cena (i letti li prepareremo dopo).
La cena (come previsto) è ottima: al rifugio Porro si sta proprio bene e Floriano è un ottimo cuoco.
Il menu "à la carte" prevede, per primo, maccheroni e pizzoccheri (non potevano mancare), seguiti da cotolette, arrosto, patatine fritte e cornetti in insalata. Naturalmente, non manca il dolce, e superbo anche: budino al cioccolato e panna cotta.
In effetti un certo allenamento si evidenzia, a questo punto… quello dei muscoli mandibolari, che si dimostrano alquanto
tonici..... facendo un grande onore alla cucina del buon Floriano!!
Dopo cena, sistemazione dei letti e visione (nella graziosissima saletta del bar) di una videocassetta sulle caratteristiche dell'ambiente locale. Purtroppo, contrariamente a quanto inizialmente previsto, la tanto attesa "camminata sul ghiacciaio" non è realizzabile, a causa delle condizioni poco sicure del ghiaccio (ghiaccio "vivo", quindi molto liscio, e con molti crepacci, che rendono assolutamente sconsigliabile l'uso dei ramponcini e ci impongono di
rinunciare, per la sicurezza dei nostri "aquilotti"). A causa della scarsità di precipitazioni e del grande caldo, infatti, risulta completamente assente lo strato di neve che ci consentirebbe una marcia sicura alla scoperta di questo mondo affascinante.
Purtroppo, quindi il ghiacciaio lo vedremo, ma solo....da lontano. L'emozione comunque non mancherà, tanto affascinante è la visione di questo fenomeno della natura.
Comunque, il filmato sembrerebbe piuttosto interessante....ma non abbastanza per dei ragazzi stanchi (forse...) ed assonnati (più probabile, anche a causa delle abbondanti libagioni). Infatti, alcuni cominciano a dondolare la testa o a "stramazzare" sui tavoli, per cui alla fine del film....tutti a letto di corsa!
Per i più (occupanti la camerata grande), la stanchezza ha fatto sì che la loro naturale esuberanza si sia rapidamente esaurita "fra le braccia di Morfeo". Altri, invece (quelli della stanzetta da 8), prima di partire per il "mondo dei sogni" hanno messo alquanto alla prova la residua resistenza degli accompagnatori che li avevano in custodia (e che non vedevano l'ora di riposare...).
Ma, alla fine (bontà loro) tutti gli "angioletti" (più o meno con la "coda a punta"...) si sono addormentati...
Ma ecco che tanta pace viene interrotta dal suono della sveglia: "Driiinnn !! Sono le 7:00 !! E' ora di alzarsi!" Fra uno sbadiglio e l'altro, piano piano ecco che "angioletti" e "custodi" ritornano dal dorato mondo dei sogni (purtroppo qualcuno un po' a fatica, causa una leggera insonnia...).
Comunque, si ricompongono le camere (ed anche gli accompagnatori), si rifanno gli zaini, ci si lava (bravo Floriano, i bagni sono veramente OK, si può perfino fare le doccia!) e.... giù a fare colazione !! La giornata, che promette tempo sereno, viene iniziata fra un tripudio di pane burro e marmellata, annaffiate abbondantemente da the,cioccolata e caffelatte (infatti, i "bis" si sprecano).
Ma quanta fame abbiamo ? E sì che ieri sera non ci siamo risparmiati con il cibo...
Oggi il programma prevede la traversata: Rifugio Porro, Lago Pirola,
Chiareggio. Quindi, ultimi convenevoli (Floriano ha voluto salutare personalmente i ragazzi: proprio gentile!!) ed uno sguardo rapido alla cartina prima di ripartire alla volta del lago
Pirola. La salita è piuttosto ripida e un po' faticosa, ed il peso degli zaini si fa sentire. Però, inaspettatamente i ragazzi, a differenza di ieri, non mostrano segni di sofferenza: anzi, durante le soste programmate per riposarsi e per dar loro alcune nozioni sulla formazione e struttura sia dei ghiacciai che delle rocce circostanti, sono attenti e fanno domande.
Incredibile ! Ma il segreto di tanta resistenza è presto svelato (e la psicologia ci consiglia di tenerne conto...): ieri il sentiero era molto semplice e quindi, non impegnandoli particolarmente, lasciava molto spazio alla loro voglia di "raccontarsi le vacanze". Oggi, invece, trattandosi di una (facile) pietraia, si sentono tutti dei piccoli "Indiana Jones", e quindi il senso dell'avventura ha prevalso sulla fatica.didattico che introduce gli argomenti che saranno
affrontati nelle attività di
osservazione e di studio. Hai capito, 'sti "briganti"??
Continuando verso il lago, per una buona parte del percorso ci accompagna una spettacolare visione del ghiacciaio del Ventina. Anche se piuttosto lontano da noi, la sua vista è davvero superba, sembra di poterlo toccare! Dopo circa 2 ore di cammino (senza un lamento da parte dei "camoscini"), giungiamo al passo da cui si vede il lago, e....piacevole sorpresa, incontriamo un gregge di simpatiche capre che, alla nostra vista, pensano saggiamente di allontanarsi (evidentemente hanno già avuto esperienza di...marmocchi). In lontananza, si sentono i fischi delle marmotte, che avvertono di un pericolo in arrivo…
In effetti non si tratta proprio di un pericolo, ma...di un gruppo di "umani" alquanto "caciaroni" (fate stare zitti dei ragazzi, alla vista di un lago e di un gregge di animali, qualunque essi siano...) che causano la sparizione di qualsiasi marmotta (anche le più "imbranate") nel giro di qualche chilometro.
Peccato, niente "incontri ravvicinati" (la prossima volta impareremo a stare in silenzio....forse!). Comunque, in breve siamo al lago, dove i panini preparati da Floriano trovano il loro momento di gloria: bresaola e prosciutto cotto, semplici ma buonissimi! L'ambiente e' stupendamente selvaggio, l'acqua del lago ha un colore particolare, come lo sono solamente i laghi alpini (anche se artificiali, come questo).
Le occasioni di gioco per gli "aquilotti" si sprecano: nascondino, osservazioni naturalistiche (chiamiamole così...) presso le rive del laghetto e un gioco nuovo sperimentato, dalle "donzelle".
Il divertentissimo "scultore cieco" (provare per credere !). Dopo la sosta presso il laghetto, continuiamo la nostra discesa verso Chiareggio con una breve risalita in costa al lago e ritornando poi a scendere verso valle. Arrivati presso il muraglione della diga, lo percorriamo fino al versante opposto per curiosità, ma dopo una "foto ricordo" torniamo presto sui nostri passi per continuare sul sentiero originario che ci riporterà a
Chiareggio.
Il sentiero non è proprio brevissimo, e richiede un po' di attenzione (come sempre in discesa) ma qualcuno vuole proprio fare l'esperienza del "ginocchio sbucciato", quindi si cimenta in qualche capitombolo per poter esibire agli amici il proprio "trofeo di guerra". Per fortuna niente di grave: con varie soste ci avviciniamo al luogo dove riprenderemo il bus del ritorno
(Chiareggio). I nostri "camoscini" sono proprio bravi (nonostante tutto) e ci consentono di giungere all'appuntamento con il pullman con un certo anticipo. Si meritano proprio un bel gelato ! (a patto di coprirsi e mangiarlo al caldo, nel bar...). La fortuna ha inoltre voluto risparmiarci, durante la discesa, le gocce di pioggia che invece iniziano a scendere mentre noi siamo tranquilli al coperto...meno male!
Iniziamo così il nostro viaggio di ritorno, con ancora negli occhi l'azzurro del lago e la maestosità del ghiacciaio (e nei piedi la lunga discesa...), e nelle orecchie i dolci "sussurri" dei nostri marmocchi che (sigh!) ci accompagnano fino al rientro... Finalmente, ore 20:31: giungiamo a Milano Porta Garibaldi, dove una piccola folla di genitori con gli occhi lucidi attende con impazienza l'arrivo dei propri piccoli "eroi".
La "riconsegna" avviene con tanti brevi racconti di avventure vissute in questi due giorni, fra la curiosità dei genitori e l'esuberanza dei ragazzi.
Da parte nostra, che dire, ancora una volta? Senza dubbio, sono stati due giorni indimenticabili: continuate così, ragazzi, siete proprio bravi.
Alla prossima!!
19 Ottobre - Val Codera - Giornata dell’Ambiente
Segni dell’uomo nella Montagna
Autunno. E' la stagione delle castagne, della natura dai colori caldi e vivaci, delle giornate dall'aria tersa dove gli orizzonti sembrano infiniti, del sole ormai tenue, e piacevole a sentirsi sulla pelle, ma abbastanza forte da far apparire i colori ancora più vivi, in un'aria ormai resa fresca e frizzante dalla stagione autunnale.
Non c'era meta più indovinata, per la giornata dell'ambiente che la Val Codera, uno degli ultimi avamposti della civiltà in cui l'uomo convive con la natura senza "contaminarla" con il turismo di massa.
Questa volta siamo pochini, i ragazzi sono solamente in otto: la causa sono i soliti problemi, chi marca visita (malato), chi vuol dormire al mattino (sigh! Il ritrovo è alle ore 6.45), chi ha impegni familiari, chi eccessivamente preoccupato dalle previsioni del tempo
ecc.ecc.. Peccato, perderanno una gita fantastica!!. L'appuntamento è alla Stazione di Porta Garibaldi ("Finalmente!" - dirà la fontana della Stazione Centrale - "Quei rompiscatole della SEM stavolta mi lasciano in pace!"). Il gruppetto malgrado le rinunce, è agguerrito e motivato: infatti per questa uscita è stato indetto un concorso fotografico, per il quale i ragazzi sono invitati a raccontare con le loro foto l'ambiente naturale in cui viviamo.
In breve (si fa per dire, sono quasi 2 ore di treno!!) giungiamo a Novate Mezzola, base di partenza della nostra escursione. Il rituale della cartina anche questa volta si compie: dopo la sua distribuzione, infatti, siamo tutti intenti a studiarla, sotto la competente supervisione del mitico "Prof".
In breve vengono individuati tutti i punti di riferimento segnati su di essa; bisogna proprio dire che i nostri ragazzi cominciano ad essere degli esperti!!
Ok, ora si può dire che siamo proprio pronti e, zaini in spalla, si parte alla volta della nostra meta.
Dopo aver attraversato il paese di Novate, che si trova all'imbocco della valle, arriviamo allo spazio destinato al parcheggio delle auto, da dove parte il sentiero per addentrarsi in Val
Codera. Breve sosta per prepararsi alla salita: c'e' chi si mette gli scarponi (i soliti… "comodi"), chi si rifocilla (tipico), chi si spoglia (ehi, intendiamoci si tolgono solo maglioni e "pile")….si parteee!! Finalmente, sono le 9.30.
Il sentiero, per la prima ora di cammino, e' ripido e tortuoso, ma lo sapevamo: la cartina lo riportava. Comunque è ben fatto ed anche ben tenuto, qui il lavoro dell'uomo è stato notevole: essendo l'unico punto per accedere alla valle non poteva essere altrimenti.
Ma anche se sudiamo, non fatichiamo: ce la prendiamo con calma, ammirando il bosco di castagni che stiamo attraversando (anche secolari, immortalati dai piccoli fotografi), allietati anche da brevi soste e dalle spiegazioni sulla presenza dell'uomo in valle date dal Prof (un'esperto in materia).
Ecco, siamo fuori dal bosco: di fronte a noi si apre un panorama stupendo! Siamo deliziati, oltre che dal panorama, anche dalla comparsa del sole (e dalle libagioni nascoste negli zaini). Dopo la sosta di rito, riprendiamo il sentiero che, a mezzacosta e con saliscendi lungo un itinerario divertente, ci porta al paese di Codera.
Naturalmente i piccoli fotografi sono "lanciati" e scattano a più non posso.
Che bello! Il paese è proprio un tipico esempio di architettura alpina: solo il punto di ristoro è stato ristrutturato. Questo, però, senza intaccare minimamente la visione d'insieme del borgo.
Sorpresa!! Ci stavano aspettando, anzi per dirla tutta, " la pastasciutta" ci stava aspettando e per ben due volte (qualcuno farà il bis) le abbiamo dimostrato, a nostro modo (divorandola), riconoscenza per averci atteso.
Ma…. sorpresa delle sorprese! Il gestore, gentilmente ed inaspettatamente, arrostisce delle castagne sul fuoco vivo del camino e le distribuisce ai commensali, che naturalmente gradiscono e ringraziano.
Ooooh! A pancia piena si sta decisamente meglio! Siamo pronti per la seconda parte del programma previsto per oggi: compilazione delle schede ambientali sull'uscita, da parte dei ragazzi, e visita al museo Etnografico della valle - allestito sotto il punto di ristoro - che conserva numerose testimonianze della vita di questo borgo. Vi sono stati ricostruiti una cucina ed una camera da letto, con tutti gli utensili e gli attrezzi da lavoro antichi. Inoltre, vi è una sezione dedicata alla flora e alla fauna, un'altra alla mineralogia ed un'altra ancora alla storia della vallata. l museo è aperto tutti i giorni da maggio a settembre e solo nei fine settimana negli altri mesi.
Poco distante, nei pressi dell'oratorio, visitiamo anche la mostra "civiltà della castagna", allestita in occasione della festa che si terrà prossimamente in onore di questo generoso albero e di questo frutto che un tempo erano fondamentali per il sostentamento delle genti di questa valle.
Non si vorrebbe lasciare mai quest'oasi di pace, ma il tempo è tiranno, ed il treno che ci riporterà a casa non aspetta per cui, come si suol dire, "gambe in spalle" (oltre allo zaino) e via sulla strada del ritorno.
Ne abbiamo fatta di strada (non sembrerebbe) comunque, anche se indolenziti dalla lunga discesa, raggiungiamo stanchi ma felici la stazione di partenza, dove prenderemo il treno che dopo un cambio a Colico, ci riporterà a Milano, alla Stazione Centrale (il "fontanone" della Stazione è sempre nei nostri pensieri: un salutino almeno al ritorno lo si doveva fare!!).
Appuntamento alla prossima uscita (che sarà l'ultima del corso di quest'anno), quando, oltre ai ragazzi, saranno presenti anche i genitori che potranno apprezzare l'evoluzione dei loro pargoli lanciati in divertenti giochi che avranno, come tema di fondo, la nostra amica montagna.
9 Novembre - Alpe Del Vicerè - La Montagna in Autunno con i Genitori
Sabato 8 novembre una giornata buia che più buia non si può, acqua a catinelle in città e neve in montagna, il pensiero va alla gita che faremo domani, l'attesissima gita di AG con i genitori.
Domenica mattina sveglia alle 6,30 e come prima cosa mi preoccupo di guardare fuori dalla finestra, siamo fortunati non piove, speriamo così che migliori durante la giornata.
Primo ritrovo, con il grosso del gruppo, in via Feraboli, i ragazzi sono già in pista, si rincorrono davanti al piazzale della chiesa, speriamo non sveglino il Don ..…, i genitori devono ancora realizzare d’esserci e fargli fare i conti per pagare l'uscita riesce in pò difficile, ma, caricati gli zaini e tutti noi sul pullman, ci avviamo a prendere il resto del gruppo alla stazione Garibaldi.
Alla stazione qualcuno è in crisi di mammite, ma, una volta sul pullman, tra una chiacchiera e l'altra tutto passa, gli amici/che di sempre sono vicini e fanno
compagnia.
Pronti… partenza… via, il nostro sguardo è sempre al cielo, che, man mano ci avviciniamo alla meta, si apre, forse sarà una bella giornata.
I ragazzi sono molto carichi e si fa fatica a far tenere il volume della voce basso, qualche "comunicazione di servizio" di Dolores e in prossimità dell'Alpe del Viceré le curve si fanno più strette, forse abbiamo ottenuto un po' di silenzio, ma i commenti funesti e fantasiosi dei ragazzi serpeggiano tra i sedili.
Finalmente siamo arrivati, per i ragazzi inizia subito la giornata, Paolo li raduna per fare un breve momento di orientamento con le cartine, i genitori si organizzano e, per svegliarsi dalla sonnolenza, si concedono un caffè.
Ora tutti siamo radunati in un grande prato, i ragazzi divisi per squadre (4) con la loro coccarda al petto e la supervisione del loro capo gruppo (1 genitore) ascoltano le indicazioni di Sergio che spiega il primo gioco e … si comincia.
I giochi sono 8 e ognuno di loro riprende l'argomento delle gite di tutto l'anno, dall'orientamento in montagna, all'arcobaleno della natura, a come ci si imbraga, ecc..
L'entusiasmo è molto e, alla fine di ogni gioco, ci si aggiorna con la classifica a punti, ma a volte anche un po' delusi per non ricordare alcune cose spiegate nelle gite.
Tutto prosegue per circa 2 ore e mezza, i genitori osservano i ragazzi alle prese con quiz e corde e provano anche loro a legarsi, ma avranno bisogno di un corso di recupero… per non essere battuti dai figli.
Tutto questo è servito anche a noi per poter valutare il nostro operato e l'apprendimento da parte dei ragazzi, comunque, finiti i giochi, zaini in spalla, ci siamo incamminati verso la Capanna Mara.
Il percorso non è molto lungo, il cartello da 45 minuti, ma alcuni genitori faticano a salire, il fiato manca e la gamba non è allenata, i ragazzi invece non tacciono e ne approfittano per canzonare i genitori che arrivano alla meta con la lingua fuori (non tutti per fortuna) chissà come andrà lunedì (?).
I genitori si concedono uno spuntino e quattro chiacchiere, i ragazzi avvistata la neve mangiano qualcosa di corsa e ne approfittano per giocare e bagnarsi tutti.
Siamo arrivati alle premiazioni… foto dei gruppi premiati, direi più contenti che meno, ma le caramelle appagano tutti; ancora due passi per arrivare alla cima, dietro la capanna Mara, per ammirare il panorama circostante, con noi un gruppo di scout.
Breve spiegazione di Dolores di cosa succede in autunno alle piante e agli animali ed è arrivato il momento di prendere la via del ritorno, la discesa non è difficile, sicuramente non mancherà il fiato a nessuno.
Una volta sul pullman i ragazzi sono ancora molto carichi, ci accorgiamo che non hanno fatto la loro solita gita, diciamo che si sono riposati, al contrario di alcuni genitori che, appena saliti sul pullman, si sono messi a ronfare.
Arrivati a Milano un saluto a tutti, un grazie per la bella giornata trascorsa insieme e un arrivederci alla festa di fine corso del 12 dicembre. Ciao.
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