Cronaca del quarto Corso (8-11 anni) e del secondo Corso (11-14 anni) di Alpinismo Giovanile in SEM - 2006

 

19 Febbraio - Nara (Svizzera) - Oggi si scivola (insieme)
Uscita sulla neve su pista da slitta.

E, come di consueto; la prima uscita del corso di alpinismo giovanile della SEM si è svolta sulla neve. Anche per l'anno 2006, con nostra grande soddisfazione, abbiamo raggiunto il numero massimo d'iscritti possibile per i Corsi di Alpinismo Giovanile, e quindi anche quest'anno, si è compiuta l'ennesima invasione oltre confine. Infatti, la meta prescelta per la prima uscita del nuovo anno, è stata Nara, località svizzera vicina al passo di Lucomagno. Qui, oltre alle piste di sci, è stata attrezzata una pista lunga 5 chilometri ad uso esclusivo degli slittini; non i classici bob ma i cari e vecchi slittini di legno della nostra infanzia (anche se alcuni, ultramoderni, erano in plastica). 

Purtroppo, una sgradita sorpresa, l'hanno offerta le condizioni meteo. Il tempo, infatti, non è stato proprio benevolo con noi, visto che ci ha accolto con una bella nevicata. ....Ma ci vuol ben altro per spaventare una scatenata combriccola di ragazzini. Verificato con i gestori del comprensorio sciistico che la parte superiore della pista non garantiva adeguate condizioni di sicurezza, per possibile rischio valanghe, si è deciso perciò di percorrere solo la parte inferiore della pista, (lunga comunque circa 3 chilometri). Divisi quindi i ragazzi in piccoli gruppi, ciascuno seguito da un Accompagnatore dedicato, ci siamo "lanciati", sotto l'abbondante nevicata, lungo la pista.

IPurtroppo abbiamo potuto fare solo una discesa con lo slittino (...che mal di gambe per noi adulti!) e, nonostante i piccoli saettavano intorno da tutte le parti, la discesa ci ha comunque portato via quasi 2 ore, per cui, al termine, siamo risaliti alla partenza, dove abbiamo pranzato nel locale predisposto per noi dai gestori degli impianti. Al pomeriggio, il programma prevedeva giochi sulla neve, per cui i ragazzi prima hanno osservato i cristalli di neve con la lente d'ingrandimento, quindi hanno imparato giocando a costruire una truna (riparo dalla neve in caso di maltempo), per terminare con la costruzione di un bel pupazzo di neve.

Anche nel pomeriggio la neve ha continuato a cadere per cui, intorno alle 16.00, l'autista del pullman ci ha avvisato tramite cellulare di iniziare a scendere, in quanto avvertito dalla polizia locale che a breve la strada sarebbe stata chiusa proprio per la neve, perciò alle 16.30 eravamo già tutti sul pullman, stanchi ma felici e pronti per tornare a casa.

 

 19 Marzo - Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone (insieme)
Alla scoperta di un nostro Parco...

Dopo un lungo inverno, molto generoso in fatto di neve e dopo la prima uscita del corso, una slittata svoltasi per l'appunto sotto una copiosa nevicata, noi e i nostri ragazzi avevamo proprio voglia di primavera! Il 19 marzo siamo stati accontentati: il corso di AG si è cimentato nella sua seconda uscita, che si è svolta nel bellissimo scenario del Parco Regionale di Montevecchia, in pieno risveglio primaverile. Partiti di buon mattino dalla stazione Garibaldi siamo arrivati in treno a Cernusco Lombardone, in piena Brianza, e quindi, gambe in spalla, abbiamo cominciato la nostra escursione, dopo la competente spiegazione introduttiva fatta da Roberto accompagnata da alcune norme di comportamento da tenersi all'interno del Parco.

Ci siamo addentrati lungo uno degli 11 sentieri segnalati che percorrono in lungo e in largo il parco, con l'obiettivo di raggiungere Ca' Soldato, la casa del Parco sede di un piccolo Museo. Durante il percorso siamo entrati in contatto con l'habitat dei Boschi Umidi e dei Prati Magri, due dei tre ecosistemi protetti del Parco, riconosciuti dalla Comunità Europea di interesse prioritario per la conservazione della natura. I ragazzi si sono dimostrati molto interessati alle spiegazioni di Mario e Dolores ed hanno imparato a riconoscere alcune specie vegetali tipiche di questi habitat.

Dopo quasi 3 ore di cammino siamo finalmente arrivati alla Ca' del Soldato, dove abbiamo fatto tappa per il pranzo e per qualche minuto di svago. 
Altra attrattiva di rilievo del Parco sono le Sorgenti Pietrificanti, un habitat rappresentato da ruscelli, con presenza costante di acqua corrente, in cui avvengono fenomeni di travertinizzazione, cioè di formazione di travertini. I travertini sono una roccia porosa, formata dalla precipitazione del carbonato di calcio (calcare) di cui sono ricche le acque sorgive, che lo acquisiscono durante la permanenza nel sottosuolo. Una volta venute a giorno, le acque tendono a depositare parte del calcare su tutte le strutture con cui vengono a contatto, rivestendo così con patine via via più spesse le rocce, i sassolini, le foglie, i pezzi di legno, i muschi. Questo fenomeno viene facilitato dalla presenza di cascatelle e di muschi, che con meccanismi fisici e biologici accelerano la perdita di anidride carbonica da parte delle acque, e quindi la precipitazione del calcare.

Abbiamo potuto ammirare questo fenomeno con una breve passeggiata ad anello che da Ca' Soldato ci ha portato a seguire uno dei ruscelli, dandoci modo di vedere da vicino il fenomeno della pietrificazione. Non poteva mancare, a fine giornata, un'esercitazione con cordini e moschettoni per imparare a realizzare e ad utilizzare un imbrago di emergenza: i ragazzi si sono scatenati in una gara che consisteva nel percorrere una corda fissa con imbracatura e moschettoni, simulando un tratto attrezzato. Poi, zaino in spalla, abbiamo preso la via del ritorno che ci ha riportati, dopo circa 2 ore, alla stazione di Cernusco, stanchi ma soddisfatti.

In conclusione, il bilancio della giornata è stato molto positivo: abbiamo portato a termine un'uscita fisicamente impegnativa, imparando molte cose nuove e, aspetto fondamentale, conoscendoci meglio; il tutto, scoprendo un angolo di territorio molto vicino a Milano che consigliamo a tutti di visitare.
Per ulteriori informazioni potete consultare il sito: http://www.parks.it/parco.montevecchia/

 

9 Aprile - Naviglio Martesana e Parco Adda Nord (insieme)
In bicicletta tra il Naviglio Martesana e l'Adda

Se Alessandro Manzoni fosse ancora vivo e fosse un socio SEM, osservando come stava procedendo l'organizzazione dell'uscita programmata per domenica 9 aprile, avrebbe certamente pronunciato la fatidica frase: "Questa biciclettata non s'ha da fare...". In effetti, un'infinita teoria di contrattempi, ha messo seriamente a rischio la realizzazione dell'uscita in questione. Dapprima, gli ultimi colpi di coda dell'influenza di quest'inverno, ha letteralmente "steso" a letto, circa un terzo dei ragazzi; la chiusura delle scuole per le elezioni e le concomitanti feste pasquali, hanno poi fatto sì che un'altra bella fetta di iscritti fosse già in vacanza lontano da Milano.

Se ad essi aggiungiamo coloro i quali avevano i genitori convocati ai seggi elettorali, quindi impossibilitati ad accompagnarli alla partenza, e quelli impegnati nei ritiri per Comunioni e/o Cresime; ecco, che di ragioni per pensare che la giornata non fosse propizia, ve n'erano in abbondanza. Considerando infine che anche le previsioni meteo non promettevano alcunché di buono (e qualcuno, spaventato per questo, ha preferito rinunciare a priori...), il rischio di un mezzo fiasco era realmente concreto. Tra l'altro, l'escursione in bicicletta era stata organizzata in collaborazione al Gruppo Gite della SEM ed era inoltre aperta alla partecipazione dei genitori dei nostri ragazzi, per cui passare dall'idea di una bella e numerosa scampagnata in compagnia alla possibilità di annullare l'iniziativa, aveva creato un bel po' di apprensione.

La consultazione nei giorni precedenti di diversi bollettini meteo, ci ha poi rassicurato un po', dato che eventuali precipitazioni venivano date possibili solo nel tardo pomeriggio di domenica. Ecco quindi, che una trentina d'indomiti si sono ritrovati domenica mattina alla stazione della metropolitana di Gessate in sella alle proprie biciclette, pronti per affrontare l'itinerario stabilito.... Una volta dato il "via", abbiamo percorso il tratto terminale del Naviglio Martesana, preferito al Naviglio Grande (inizialmente previsto dal programma originale), per ragioni di sicurezza (il percorso è, infatti, tutto transennato e non frequentato da automobili). Giunti a Groppello d'Adda, abbiamo fatto una prima pausa per inoltrarci successivamente nel territorio del Parco Adda Sud, dove abbiamo proseguito seguendo il corso del fiume.

Circa a metà del percorso, una seconda fermata ci ha offerto l'occasione, oltre che di riposare un poco, anche di parlare della flora del Parco e delle sue principali caratteristiche. Nonostante qualche "stop" qua e là per frenare i più esuberanti (ed allenati!!) ed aspettare qualche ritardatario, siamo giunti, intorno alle 13.00 a Vaprio d'Adda, metà finale del nostro "viaggio" su due ruote. Qui abbiamo consumato, molto voracemente come di consueto, le nostre scorte di cibo, godendo finalmente di un meritato momento di relax.... Una volta rinfrancati nel fisico e nello spirito, abbiamo fatto una capatina al villaggio di Crespi d'Adda, famoso esempio di archeologia industriale della nostra regione, visitato il quale, abbiamo girato le biciclette verso Milano incamminandoci così sulla strada del ritorno....

Giunti in perfetto orario a Gessate, ci siamo infine salutati, comunque soddisfatti di come si era svolta la giornata, e poi, chi in auto e chi in metropolitana, ci siamo avviati tutti verso le rispettive abitazioni....  Come si è detto, questa uscita era stata organizzata in collaborazione con il Gruppo Gite della SEM, allo scopo di far incontrare, condividendo la medesima iniziativa, i ragazzi dell'Alpinismo Giovanile con i soci adulti della SEM (d'altronde le occasioni perché ciò accada sono così poche...). Ecco, questo è stato probabilmente l'unico vero neo della giornata....infatti di soci della SEM presenti ce n'era solo....1!!
Ah...!! Per la cronaca, non è caduta neppure una goccia di pioggia!!! 

 

21 Maggio - Parco della Spina Verde (8-11 anni)
Giocando agli uomini primitivi….

Il Parco della Spina Verde, un polmone verde a Nord-Ovest della città di Como, un insieme di colline di interessante origine geologica e di flora rigogliosa, quasi un parco urbano (potendosi raggiungere con un comodo autobus) ma ricco di natura, di storia e di protostoria. Questa la meta scelta per il gruppo dei “piccoli” dell’A.G. per l’uscita del 21 maggio. Andiamo con ordine. Partenza comoda alle 8,30 da Cadorna, un’oretta di treno con le rituali raccomandazioni: non disturbate gli altri passeggeri, non iniziate già a diminuire le abbondanti provviste di cibo, controllate i lacci degli scarponi, chi deve andare in bagno?, manca l’amico del cuore? ottima occasione per approfondire la conoscenza di qualcun altro... 

Ed eccoci a Camerlata! 
Dieci minuti di stada, dieci minuti di bus e iniziamo il nostro percorso sulle tracce degli uomini primitivi: questo il tema della nostra esplorazione odierna.
Quasi subito scopriamo i segni delle ruote di carri incise sulla pietra, poi ecco i resti di un’abitazione, la “camera grande”: un perimetro di pietre, i segni dei pali infissi a sostegno del tetto del primo piano. Stimolati dagli accompagnatori i ragazzi formulano varie ipotesi sulla casa e sulla vita dei suoi abitanti: in quanti vivevani lì?, che attività vi svolgevano?, che animali allevavano nella stalla?, andavano a caccia? 

Proseguendo per i sentieri nel bosco troviamo la “camera Carugo”, cioè i resti di un locale adibito a lavorazione dei metalli. Le spiegazioni sui cartelli sono esaurienti ma tecniche, noi si va di immaginazione per figurarsi scene di vita reale. Poco oltre vediamo la bella parete di arenaria di una cava in disuso. Proseguendo in salita per boschi di latifoglie arriviamo ad un pietrone levigato che domina la zona: il roccione di Prestino. Qui si svolgevano i riti sacri di queste popolazioni. Ci sono varie incisioni nella roccia tra cui un omino, e tutti ci divertiamo a scoprire dov’è la testa, le braccia, le gambe. 

Mentre sostiamo si odono i rintocchi delle campane del paese vicino che aumentano la suggestione del luogo. Infine arriviamo al “sito di Pianvalle” dove sosteremo per la colazione e per...sorpresa! Sergio ha portato un fornelletto, gli stampi e l’occorrente per una fusione e preparerà punte di frecce ed asce mignon in cera da consegnare ai ragazzi che le ricopriranno con carta stagnola per simulare le armi dei nostri primitivi. I ragazzi non stanno più nella pelle per l’agitazione e mentre Sergio prepara è difficile tenere a bada la loro curiosità. 

Mentre la fusione procede ci si dedica a varie attività a gruppetti: si visita il sito, si fa un riconoscimento e ricerca alberi tramite le relative foglie, si disegna quel che più ci ha incuriosito. La visita prosegue con l’osservazione della canalizzazione di una sorgente: la “fonte della Mojenca”, realizzata in modo che il 21/12 (solstizio d’inverno) il sole al tramonto illumini la galleria fino alla fonte, coincidenza o culto delle acque? Eccoci poi impegnati nella risalita di una collinetta da cui si gode un ottimo panorama e una vista ravvicinata del Castello Baradello, eretto dal Barbarossa, fortezza carica di storia ed emblema del Parco. 

Ormai è ora di riprendere il treno che ci riporterà a casa ed al “nostro tempo” dopo questa intensa ed emozionante giornata all’aria aperta ed all’aria “preistorica”. 

21 Maggio - Placche di S. Martino (11-14 anni)
Prove di “arrampicata”….

Quest’ anno i corsi di A.G. nella S.E.M. sono 2. Quello da 8-11 anni e quello da 11-14 anni, e fino ad ora, siamo usciti tutti insieme; oggi 21 maggio le strade si separano. Il nostro gruppo si porterà alle placche di san Martino vicino al Medale. Dopo aver raggiunto Lecco con il treno, attraversiamo la cittadina fino al vecchio convento dei frati, prendiamo il sentiero per i Pizzetti, abbandonandolo al bivio che ci porterà sopra la frazione Rancio, da lì fino alle placche salendo salendo la lunga scalinata che “taglierà le gambe a parecchi ragazzi”. Arrivati alle Placche ci imbrachiamo e mettiamo il casco, presi in mano i cordini cominciamo a far nodi. 

C’è chi impara subito, c’è invece chi deve essere più seguito, però alla fine, il nodo a contrasto, il barcaiolo, il prusik e gli altri entrano nella testa di tutti. 
Finiti i nodi si passa agli ancoraggi, ed era bello vedere i ragazzi cercare fessure, buchi per infilarci dadi, chiodi, friends, e poi via a salire per le vie di secondo, sempre sotto gli occhi vigili di noi accompagnatori. E con nostra meraviglia alcuni ragazzi sono riusciti a salire vie di 5° e 6° senza nessun problema; invero, l’unico problema era sempre quello di scendere. 

Tra una salita e l’altra i ragazzi si sono anche cimentati nel percorrere una corda fissa allestita con il loro aiuto alle base delle placche e che dovevano seguire con l’aiuto di 2 cordini prusik rimanendo e questo è l’importante, sempre in sicurezza. 
Quando è giunto il momento di tornare a Lecco la maggior parte degli aquilotti si è lamentata perché voleva restare ancora lì.
Una loro richiesta è stata quella di fare ancora più di una giornata così, cercheremo di accontentare i loro desideri. 
Una giornata come questa è molto importante per tutto il gruppo affinché i ragazzi capiscano che è bello divertirsi tra amici, ma che è anche importante
fare tutto in sicurezza per essere pronti quando c’è un imprevisto.

4 Giugno - Menaggio - Raduno Regionale Lombardo (insieme)
Meeting di Alpinismo Giovanile….

Sulle orme di "Indiana Jones"...Ovvero il "Raduno Regionale Lombardo di Ag" 
Ciao ragazzi, eccoci qua ancora una volta a raccontare le avventure del nostro gruppo di Aquilotti, questa volta in azione durante il classico e puntuale appuntamento del Raduno Regionale di AG, svoltosi a Menaggio (CO) lo scorso 4 giugno. Assieme a noi ha partecipato una rappresentanza delle classi quinte elementari e delle medie della Scuola "Q. Di Vona" di Milano, partecipanti ad un corso di Alpinismo Giovanile in attività presso la Scuola, in collaborazione con la nostra Sezione e con la Commissione Regionale Lombarda di AG. Presente all'uscita anche il nostro Presidente Enrico Tormene ed un paio di genitori, uno nel gruppo AG ed una nel gruppo della Scuola. Tutti entusiasti, alla fine della giornata.

Eccoci dunque al mattino in stazione, tutti belli "carichi" (qualcuno ancora di sonno...) e pronti alla partenza. Inutile descrivere le "performance" dei nostri ragazzi (da ora in poi parleremo dei "nostri ragazzi" intendendo tutto il gruppo misto AG + Scuola Di Vona) durante il viaggio in treno... si sa, tutti i ragazzi sono uguali e ogni volta si ripete lo stesso copione. Chi gioca, chi chiacchiera, chi...esagera e chi se ne sta invece buono buono a guardare fuori dal finestrino. Tutto regolare, insomma. Ma ecco che una volta giunti a Menaggio gli animi iniziano a riscaldarsi: "Ragazzi, si prende il TRAGHETTO !! ". 
Non che la cosa rappresenti un evento di portata eccezionale in assoluto, ma si sa che i ragazzi cosiddetti "cittadini" certe cose le apprezzano sempre... (e per qualcuno era addirittura la prima volta!). 

Potete quindi immaginare come un diversivo del genere, rispetto a treno e pullman, abbia potuto dar luogo a commenti entusiastici... Comunque, il viaggio prosegue e si giunge a Menaggio, dal cui imbarcadero ci siamo portati verso il campo sportivo ove (ultimo gruppo, purtroppo, a causa degli orari obbligati di treno e traghetto) è avvenuta la registrazione con distribuzione di magliette per tutti e dove ci attendeva la nostra "guida ufficiale" (una simpatica signora di Menaggio), che ci avrebbe condotto al luogo del raduno vero e proprio. Ed ecco quindi che comincia l'avventura : un breve attraversamento (in salita...puff, puff!) del paese di Menaggio, passando per alcuni luoghi di interesse (l'antica seteria, il Castello, etc.), ci conduce al primo punto impegnativo del percorso : uno stretto sentierino, ripido e polveroso, all'interno di un bel bosco, ove qualche animo meno ardimentoso degli altri ha accusato sintomi di cedimento.... 

Qualcuno infatti piangeva per lo sconforto, qualcuno addirittura si e' "ancorato" ad un albero affermando che non ce la faceva più. Calma, calma.... non penserete mica che abbiamo condotto i ragazzi in un posto impossibile, vero? Noooo.... solo un po' di "effetti coreografici" durante la salita, niente di più. 
Tutto sotto controllo, niente che non si sia potuto risolvere. Benedetti ragazzi! E poi...scusate, avevamo il privilegio di avere tutti per noi degli "angeli custodi" del tutto speciali: i ragazzi del Soccorso Alpino di Lecco hanno sorvegliato, passo passo, tutto il nostro percorso. 

Ma il bello doveva ancora venire: dopo il sentiero nel bosco ci aspettava la vera avventura della giornata! Un entusiasmante percorso nell' "orrido" di Menaggio, snodato su una passerella di ferro con parapetto e corde metalliche, lungo la parete di una impressionante forra, sul cui fondo scorreva un impetuoso torrente. La roccia sporgente lungo il nostro percorso a volte ci obbligava a piegarci per poter passare agevolmente nonostante lo zaino.... caspita, che emozioni. Altro che Indiana Jones! Ogni tanto, lungo il percorso, si rivelavano ai nostri occhi, sgranati per l'emozione, degli scorci davvero stupendi: pareti di roccia ondulate, verdissime pozze in cui si allargava il torrente nel suo tortuoso percorso, incredibili e fruscianti cascatelle... uno spettacolo!

Anche qui, i nostri angeli custodi non ci hanno abbandonato un attimo e hanno seguito con occhi attenti tutti nostri movimenti. Ci sentivamo dei veri privilegiati! Al termine di questo tratto emozionante, un altro bel tratto lungo fiume ci ha portato ad una piazzetta dove ci aspettava il meritato ristoro: succhi e biscotti in abbondanza per tutti, per rinfrancare corpi ed anime ancora freschi di intense emozioni. Qualche saluto a colleghi accompagnatori non visti da tempo, due parole intanto che i ragazzi riposavano e via di nuovo per la nostra meta finale! Ultima tappa, prima del luogo del raduno, la bella piazza del paese, con relativa classica chiesa e altrettanto classica fontana. Che ha rappresentato un'ulteriore momento di fresca, freschissima pausa per tutti: chi beveva, chi si sciacquava mani e braccia, chi si e'... rinfrescato le idee bagnandosi i capelli (faceva molto caldo). E sempre i nostri indomiti, valorosi, ragazzi del CNSAS a farci da scorta.

Dopo questa ulteriore pausa, ecco che una bella e comoda discesa ci conduceva all'immenso prato in cui si svolgeva il raduno... Che festa, che colori, quanti ragazzi... e che bei giochi!! Saluti, abbracci ad altri colleghi AG ritrovati : sempre bello rivedersi in così liete occasioni! Il prato era pieno di ragazzi: chi correva, chi rideva, chi giocava con aquiloni "artigianali" costruiti con carta di giornale, stracci, spago e meravigliose strisce di carta crespa di tutti i colori: il cielo era pieno delle variopinte piroette di questi "globi volanti" e delle grida di entusiasmo dei ragazzi che li lanciavano verso le nuvole... Anche noi ci siamo cimentati nella costruzione di questi aquiloni, e dobbiamo dire di essere alquanto fieri del risultato. Belli, belli.... Tanto belli che più tardi anche un nostro "vetusto" accompagnatore si è lasciato andare all'emozione di quel fantastico gioco....incredibile! Ma....guarda, guarda! Le cifre ufficiali parlano di 1200 partecipanti, e ci rallegra poter affermare che "...anche noi c'eravamo".

Un grande pannello di stoffa era stato steso per accogliere le "firme" colorate dei ragazzi che, intingendo le mani in piatti di carta contenenti ognuno un colore diverso, avevano creato un grandissimo "tatzebao" con tante impronte di mani multicolori.... Che meraviglia! E poi giochi, corse, piroette... ma anche qualche rimprovero degli accompagnatori a qualche birbantello un po' troppo "entusiasta". E ancora, il banco dei gelati, delle bibite, la fontanella, il palco... Che bella visione, davvero fantastica! Il lettore ci perdonerà qualche, forse eccessiva, espressione di entusiasmo, ma uno spettacolo del genere è sempre fonte di grandi emozioni, specialmente per noi che per i ragazzi abbiamo una attitudine speciale e quindi abbiamo spesso in comune con loro un medesimo punto di vista.

Ma torniamo al nostro raduno : all'arrivo ci siamo cercati un bel posticino all'ombra per riposarci e consumare finalmente il nostro meritato pasto (oltre che per "ripescare" qualcuno che aveva pensato bene di fermarsi a giocare con gli aquiloni senza avvisare...) ma poi....via ai giochi! Ecco che anche i nostri ragazzi, dopo avere indossato come noi la bellissima maglietta del raduno, celeste come il cielo di quel giorno di tarda primavera, si sono rimescolati in di quel turbinio di colori e di voci che si manifestava di fronte ai nostri occhi. Quanto hanno giocato, quel giorno... Il resto della giornata e' presto descritto : ad una certa ora si è svolta, come di consuetudine, la S.Messa, che celebrata in quel contesto assume sempre un aspetto davvero speciale, e poi il momento "clou": la premiazione del gioco vincitore!

Ah, si', scusate, ci stavamo dimenticando: la giornata era dedicata ad Enrico Cozzi, un compianto e grandissimo accompagnatore di AG lombardo che purtroppo ci ha lasciato di recente per andare a "giocare con gli angeli", a cui era intitolato il trofeo consegnato al vincitore. Le attività della giornata prevedevano infatti che ogni gruppo di AG partecipante proponesse un gioco, e una giuria appositamente selezionata avrebbe poi valutato tutte le proposte, scegliendone una in base alle caratteristiche e alla sua rispondenza ai dettami dell'AG. Il gioco vincitore, il cui svolgimento era simile in molti tratti al classico gioco "bandiera", implicava la conoscenza della catena alimentare animale da parte dei partecipanti, che erano tutti dotati di simpatici copricapo rappresentanti i diversi animali, che si dovevano contendere la "bandiera", cioe' ognuno la propria "preda" destinata.

Il nostro gruppo ha invece proposto un simpatico gioco con simili caratteristiche: il suo nome e' "bandafoglia".  Ci sarebbe piaciuto vincere... Peccato, sarà per un'altra volta! Dopo la premiazione, ancora giochi, compreso il classico tiro alla fune, sempre gradito da grandi e piccini (e la cura di un "ditino" malandato da parte dei valenti uomini della Croce Rossa, anch'essi presenti alla giornata) e poi via, lungo la strada del ritorno. Ultimi saluti, un ulteriore sguardo al magnifico prato, fino a poco tempo prima così ricco di voci e di colori, e ci incamminiamo verso l'imbarcadero di Menaggio per riprendere il traghetto che ci porterà a Varenna da cui il treno ci ricondurrà in breve a Milano. Il resto è facile immaginarlo: all'arrivo in stazione i genitori accolgono un gruppo di ragazzi ancora saltellanti (nonostante abbiano giocato fino all'inverosimile durante il giorno) e sprizzanti entusiasmo, con le guance rosse per il sole e ancora i colori degli aquiloni negli occhi. 

Cosa chiedere di piu' dalla vita?? (E non rispondete come la pubblicità, per favore...)
Arrivederci ragazzi, non vediamo l'ora di rivedervi per la prossima avventura AG!!

 

24 - 27 Giugno - Alpi Orobie - 4 giorni di "trekking" (extra-corso insieme)

La tanto attesa uscita di quattro giorni è finalmente arrivata!
In diciassette baldi giovani tra gli 8 e i 13 anni e cinque altrettanto vispi accompagnatori - dei quali è meglio non svelare l'età! - abbiamo risposto all'appello e ci siamo dati appuntamento sabato mattina in Stazione Garibaldi per cominciare l'avventura. Dopo i saluti ai genitori che, comprensibilmente, mostravano segni di apprensione per questa 4-giorni-non-stop dei loro pargoli, siamo saliti sul treno che ci avrebbe portato alla prima tappa del nostro lungo viaggio: Bergamo. Da qui abbiamo proseguito in autobus fino a Carona in Valbrembana, con tappa intermedia a Piazza Brembana: in tutto più di 3 ore di viaggio per raggiungere il nostro punto di partenza.

A Carona ci siamo concessi una sosta per acclimatarci e rifocillarci, prima di intraprendere la salita al Rifugio Laghi Gemelli, che si è rivelata abbastanza impegnativa sia per il dislivello di circa 800 metri, sia perché avevamo gli zaini più carichi del solito. Comunque, tanto di cappello ai ragazzi, soprattutto ai più piccoli, perché la salita al rifugio è stata brillantemente compiuta da tutti in quattro ore. Un bel risultato! Dopo aver preso possesso delle camere ed esserci cambiati ci siamo ambientati facendo un giretto fino alla diga dei Laghi Gemelli, nei pressi del rifugio; dighe e laghi che ci hanno fatto compagnia per tutta la durata del trekking, essendo la zona molto ricca di acqua sfruttata come forza motrice per le centrali elettriche: una bella commistione di paesaggio selvaggio e opere dell'uomo.

A cena gli 800 metri di dislivello si sono fatti sentire! Sicuramente più di un genitore si sarebbe stupito nel vedere il proprio figlio divorare in pochissimo tempo primo, secondo e dolce! Domenica giornata di relax: ce la siamo presa comoda e alle 9 del mattino ci siamo incamminati per fare il giro dei Laghi Gemelli e prendere confidenza con l'ambiente circostante. Al rientro in rifugio, dopo una breve pausa, abbiamo occupato il pomeriggio ripassando i principali nodi e soprattutto l'imbrago di emergenza, che è importante saper eseguire velocemente in caso di necessità. Lunedì mattina ci siamo svegliati di buon mattino per affrontare la giornata più impegnativa del nostro trekking: la traversata verso il Rifugio Calvi, oltre 600 metri di dislivello complessivi con due passi da affrontare.

Dopo un'abbondante colazione e la foto di rito, siamo partiti per compiere un itinerario che ci avrebbe portati lungo un percorso molto suggestivo e selvaggio, costellato di laghi e laghetti. Lungo il percorso, i ragazzi avevano anche il compito di prender nota di tutto ciò che potevano osservare relativamente alla conformazione dell'ambiente, alla flora, alle tracce di animali e alla presenza e alle opere dell'uomo, con l'obiettivo di imparare ad osservare l'ambiente circostante. La traversata dal Rifugio Laghi Gemelli al Calvi è stata sicuramente molto impegnativa ma anche ricca di soddisfazioni, sia per la quantità di cose che abbiamo imparato, sia per la lunghezza del sentiero che ci ha tenuto impegnati tutta la giornata! Grande la gioia di arrivare al rifugio, dove abbiamo finalmente potuto posare gli zaini e riposare! Ma la giornata non era ancora finita! Dopo cena, infatti, giusto per non perdere l'allenamento, abbiamo fatto una passeggiata notturna fino alla diga del lago Fregabolgia, dove ci siamo goduti una bellissima stellata prima del meritato riposo!

E siamo arrivati a martedì, ultimo giorno della nostra bella avventura. Non potevamo certo rinunciare al terzo rifugio, tra l'altro a portata di mano, anzi di piedi, a tre ore dal Calvi! E allora via, lungo un bellissimo sentiero prima nel bosco poi all'aperto che ci ha portati all'ultima tappa del nostro viaggio, il rifugio Longo; tappa che ci ha riservato due belle sorprese: il volo di un'aquila sopra la nostra testa e, per coloro che si sono avventurati oltre il rifugio fino alla diga del Lago del Diavolo, un branco di stambecchi intenti a brucare! Occasione veramente rara, degna conclusione di un bellissimo trekking, che ci ha visto percorrere in quattro giorni oltre 2.000 metri di dislivello, visitando tre rifugi in un ambiente selvaggio e ricco di fascino.

È stata un'uscita impegnativa, che ha messo a dura prova tutti, ma che allo stesso tempo ha consentito di conoscerci meglio e di "fare gruppo": possiamo quindi sicuramente dire che il bilancio è stato molto positivo, sia per i ragazzi che per gli accompagnatori e che faremo in modo di ripetere l'esperienza anche il prossimo anno.

Siamo partiti in treno per Bergamo dalla stazione Centrale tutti allegri e pimpanti, poi abbiamo proseguito il viaggio in pulman fino a Carona. 
Una volta arrivati ci siamo fermati in uno spiazzo per mangiare. Terminato il pranzo al sacco ci siamo messi in cammino per il sentiero che porta al rifugio Laghi Gemelli. La salita iniziale era abbastanza facile e il sentiero molto bello. Purtroppo, quando sono arrivate le salite pesanti ci siamo resi conto tutti che il percorso non sarebbe stato una passeggiata e, aggiungendo anche il fattore caldo, quando siamo finalmente giunti al rifugio eravamo tutti "morti" per la stanchezza. Prima di raggiungere il lago all'ultima salita, io e qualcun altro, ci siamo fermati per la stanchezza. Finalmente abbiamo raggiunto il rifugio Laghi Gemelli proprio di fronte al lago.

Una volta entrati in rifugio ci siamo disposti nelle camere a nostra scelta, ovviamente tutti pronti per fare casino. La giornata è trascorsa tranquilla fino alla cena che, a parte qualche piccola discussione, è filata tutta liscia. Penso che il momento "clou" della serata sia stato quello di andare a letto: si continuava ad oltranza a bussare alle porte degli altri finché l'intervento (purtroppo) degli accompagnatori ha sedato il divertimento (censura). Il secondo giorno siamo partiti per un passo presente nella vallata. Cammina, cammina, cammina, quasi arrivati al passo uno dei nostri accompagnatori ci ha detto di abbassare la voce perché c'è un camoscio. Tutti hanno imbracciato macchina fotografica e binocolo pronti a "cliccare" ma poi ci resiamo resi conto che era solo un sasso, anche perché un camoscio non sarebbe mai stato fermo per 5 minuti nello stesso punto se c'è gente. Una volta finito di mangiare ci siamo preparati per tornare al rifugio, ma sul percorso abbiamo trovato la neve e così scherzi e battaglie a palle di neve a tutto spiano. 

Giunti al rifugio ci hanno dato tre ore libere e poi ci siamo allenati con la corda e i moschettoni. Finito "l'allenamento" siamo rimasti all'esterno e un po' in rifugio, in ogni modo il risultato è stato sempre di casino. La sera siamo andati tutti a mangiare senza fare molto caos. Il giorno seguente il tragitto per raggiungere un'altro rifugio sarebbe stato molto pesante. La camminata fu lunga e tutti noi (ragazzi) ci siamo lamentati per la stanchezza. Sul percorso abbiamo visto pecore e alcuni anche le marmotte. Ovviamente durante la camminata c'era chi cantava, chi parlava, chi scherzava, insomma c'era anche quello che faceva un po' di tutto.

L'"avvistamento" del rifugio Calvi è stato considerato qualcosa di miracoloso. Ci siamo subito sistemati e poi tutti giù davanti al televisore a vedere l'Italia che giocava contro l'Australia. Prima e dopo la cena abbiamo giocato un po' a calcio con i bambini del rifugio. La sera tardi abbiamo fatto un giro sulla diga con le torce e poi siamo tornati in rifugio. Il giorno dopo dovevamo raggiungere il rifugio Longo. La camminata non è stata molto difficile, gli accompagnatori ci hanno fatto rispondere a delle domande che riguardavano ciò che avevamo visto durante i giorni precedenti. 

Prima di arrivare al rifugio Mario,uno dei nostri accompagnatori, ci dice "Voltatevi e guardate in alto!". Sopra di noi a circa 20 metri volava un'aquila femmina bellissima; non l'avevo mai vista e mi ha dato una grande emozione. Giunti al rifugio abbiamo incontrato una simpatica combriccola di anziani signori che mi ha anche costretto a fare una foto con loro. Vicino al rifugio c'è il lago del Diavolo dove abbiamo visto dei stambecchi a quasi 5 m di distanza. La discesa per tornare a valle è stata abbastanza faticosa ma parlando e scherzando non ce ne siamo neanche accorti. Una volta in città abbiamo atteso il pullman (e poi il treno) e come alla partenza cantando e scherzando siamo arrivati a Milano dove sporchi, stanchi ma felici c'erano i nostri genitori ad attenderci. 

Andrea G. 

Il 24 Giugno 2006 ci siamo ritrovati alla Stazione Centrale di Milano per prendere il treno diretto a Bergamo. Intorno alle nove meno venti il treno è partito; noi abbiamo trascorso il tempo del viaggio a raccontarci le cose successe da quando ci eravamo lasciati all'ultima gita. Arrivati a Bergamo abbiamo proseguito per Carona con due pullman di linea. A Carona ci siamo fermati per il pranzo e dopo la sosta abbiamo messo gli zaini in spalla e iniziato a camminare. Il sentiero era un po' faticoso ma dopo varie soste siamo riusciti a raggiungere la meta:verso la fine del percorso ogni costruzione ci sembrava un rifugio; stanchi e soprattutto felici siamo arrivati al rifugio Laghi Gemelli (altezza 1968 s.l.m.). Ci siamo sistemati nelle camere, comode e accoglienti poi siamo stati premiati per le fatiche della giornata da una squisita cenetta.

La mattina seguente abbiamo fatto il giro del lago Gemelli. L'escursione è stata più leggera perché abbiamo lasciato al rifugio il contenuto degli zaini, escluso ovviamente il necessario, e il percorso si presentava prevalentemente in piano, a parte qualche salita. Abbiamo mangiato il pranzo al sacco in un posto bellissimo, sopra i duemila metri di altezza, da dove si poteva vedere tutto il lago e anche l'imponente diga: uno spettacolo davvero straordinario. Ripresa la via per il rifugio Gemelli, abbiamo visto un cumulo di neve che non si era ancora sciolto: è stato bello giocare e scivolare ancora sulla neve! Nel pomeriggio ci siamo esercitati con il cordino ed i moschettoni.

Il terzo giorno è stato dedicato all'escursione più lunga, che ci ha messo davvero alla prova. Carichi degli zaini siamo partiti per raggiungere il rifugio Calvi: è stata un'esperienza entusiasmante; abbiamo attraversato due passi, eravamo vicini alle nuvole, durante il percorso abbiamo avuto la fortuna di poter ammirare fiori e piante che si vedono solo a certe quote: rododendri, botton d'oro, soldanelle alpine, pino mugo; Tra salite e discese siamo arrivati al rifugio trionfanti (e anche un po' distrutti)..

L'ultimo giorno dal rifugio Calvi ci siamo diretti al rifugio Longo. Durante il percorso abbiamo ammirato l'aquila. Al rifugio ci siamo dedicati ad un abbondante pranzetto, gradito da tutti, quindi un gruppo di volontari si è recato al lago del Diavolo: abbiamo avuto la grande fortuna di poter vedere da vicino un gruppo di stambecchi che si arrampicavano sulle rocce (c'era anche un cucciolo di stambecco vicino alla sua mamma). Quindi, dopo questo spettacolo della natura che ci ricorderemo per sempre, abbiamo iniziato la discesa verso la pianura; attraverso le tappe seguite nel viaggio di andata, siamo scesi verso Milano ritornando alla nostra calda e afosa città. 

Mauro M.

 

8-9 Settembre - Rifugi R. Zamboni / M. Zappa 
Introduzione all'Arrampicata (8-11 anni) 
Arrampicare (11-14 anni)

Finalmente arrivati!!! Noi!! i mitici aquilotti.  I piccoli del SEM. Sul Monte Rosa (il "famoso"). Eh si! Non sembra vero, ma stiamo calpestando la geografia di scuola. Certo che è molto diversa; a scuola sbadigliavo, ma qui rimango a bocca aperta (per tutt'altra ragione)… una scoperta dietro l'altra! Inconsciamente, abbiamo superato la lingua del ghiacciaio, ma soltanto al di là ho realizzato con emozione cosa avevo attraversato. Proseguendo, fra una battuta e l'altra, mentre scemava il ricordo del ghiacciaio, si vedeva in lontananza il rifugio (FINALMENTE!!!). La sua visione ci ha spronati ad aumentare il passo. La stanchezza di quella passeggiata iniziava a farsi sentire (non vedevamo l'ora d'arrivare!!).

Solitario. Arroccato tra i macigni imponenti che caratterizzano quel paesaggio, si scorgeva in lontananza il nostro rifugio: lo "Zamboni Zappa". Dentro, la prima impressione è stata rassicurante. Si affacciava al versante nord, da dove si ergono le vette più alte… una stupenda cartolina. Ho scoperto che essere lontani dal mondo, in una realtà sconosciuta, ti lega in modo insolito a chi ti sta accanto. Questo riesce a creare un ambiente familiare. Le pareti del rifugio appaiono ancora più rassicuranti dopo aver sentito la storia e visto il Lago Effimero. Eppure, è rimasta solo una pozzanghera!! Più tardi, gli aquilotti hanno mangiato, e poi, aspettando tranquilli che la luna si nascondesse dietro le vette col suo alone lucente, si appollaiavano ascoltando la storia delle stelle. Un po' infreddoliti, ma eccitati per le leggende sulle costellazioni incuriositi, fanno domande sull'infinità dell'universo e tutti i suoi misteri inspiegabili. 

Tranquilli e sazi d'emozione ci corichiamo pensando al domani………… eppure, manca qualcosa………ma cosa?...sono abituata a chiudere la giornata in modo diverso….. ma, come?.....ah già!!!! La televisione!!!! Ma non è dei film che parlo. Sono i notiziari…sono la "destra" e la "sinistra, sono le guerre… l'Iraq, il Pakistan, il Libano, il ministro degli esteri, il primo ministro della Cina, il dittatore di quello Stato, il crollo di governo dell'altro, la droga, le armi nucleari, la prostituzione, il gioco d'azzardo, la tecnologia, l'MP3, il CD, il terrorismo, la pubblicità, la moda, il lavoro, la disoccupazione, i politici, la politica, il governo, il senato, la camera, i comuni, le multe, le tasse, la finanziaria, le imposte, le lamentele, le dimostrazioni, le conclusioni, le risoluzioni, la pagella, i voti, il preside, la professoressa, la noia, l'ansia… 

…HHHHHHAAAAAAAFFFFF!!!!! ………… mi manca l'aria!!!……………. ma com'è possibile?!? Mi sono affacciata alla finestra. Ma com'è possibile?!? Non c'è nessun nesso fra quello che vedo e quello che ho elencato. Com'è possibile che noi esseri umani intelligenti, progressisti, sapienti, studiosi, colti, riflessivi, ma piccoli…molto piccoli, confronto alla grandezza della natura, ci ritroviamo in questo calderone impazzito? Com'è possibile… Mai nessuno è venuto a visitare questi luoghi confrontandosi con questi paradisi ??! Mi manca la televisione!? Ma, mi sono avvelenata anche io? Cioè. Vuol dire che dovrei fare a meno del mio portatile ultratecnologico? Del mio MP3? Della mia avanzatissima videocamera? Dovrò fare a meno della mia macchina a 18 anni? Del televisore 50" a schermo piatto? Del mio cellulare UMTS che manda sms, mms, e-mail, video ecc…dovrei lasciare tutto questo?

Mi sto addormentando…
L'ultimo pensiero che mi si offusca mentre cerco di prender sonno è: ESSERE O NON ESSER……………. Una profonda dormita e un'abbondante colazione ci ha preparati per la scalata del monte Rosa (beh!!! forse ho esagerato, però la scalata l'abbiamo fatta veramente!!!). È scontato che il resto della giornata sia trascorso felicemente. L'unico neo è stato al momento della partenza, poiché la nostalgia di lasciare il Monte Rosa, combatteva contro il desiderio di ritornare, per la voglia di raccontare a casa tutte le nostre peripezie.

Giulia G. (16 anni)

15 Ottobre - Zocca (MO) - Castagnata (insieme e con i genitori)

Non tutte le ciambelle……… 
Partenza ore 8:30. Arrivo a Modena alle ore 12:30. Raccolta delle castagne in 1 ora e mazza. Fila e pausa pranzo dalle 14:00 alle 16:30. 45 minuti di svago. Ritorno al pullman alle 17:30. Partenza. 2 ore di fila a causa del traffico. Arrivo a Milano alle 21:00. Purtroppo e, a malincuore, devo constatare che la giornata ha deluso parte delle mie aspettative. Se dovessi applicare la teoria sulla relatività a tutta la giornata, le ore passate sul pullman, risulterebbero eccessivamente lunghe in concomitanza ai momenti di divertimento che abbiamo passato. In teoria, la gita finisce quando risaliamo sul pullman per il ritorno, ma in pratica considero il viaggio parte integrante della gita. Infatti, dopo aver passato una divertente giornata, il ritorno sul pullman o sul treno, accompagnato da discorsi, risate, canzoni e anche da urla dei più piccoli, è un momento di relax. In questa giornata però, non si sono realizzate parte delle nostre aspettative.

Questa mancanza ha accentuato la durata del tragitto, e l'assenza di ricordi ci ha condotto in un alone di noia impalpabile. L'andata invece, anche se è durata ben 4 ore, è trascorsa velocemente, grazie alle fantasie sprigionate dalla curiosità dei divertimenti che ci aspettavamo. Ci siamo precipitati nel bosco appena scesi dal pullman…. nemmeno il tempo di organizzarci, ed eravamo già chinati per terra con gli occhi fissi sui ricci. Sembrava una caccia al tesoro! Le più grosse sarebbero state pesate e la più pesante avrebbe posto sulla parte più alta del podio il vincitore. Durante la ricerca eravamo talmente coinvolti per la sfida, da far cessare il parlottio che ci accompagnava da Milano. Solo ogni tanto qualche esclamazione rompeva il silenzio…
Qualcuno si stupiva da aver trovato una castagna esagerata.Finalmente si mangia...tutti in fila!...
…Ma che fila!!
Servire cento persone non è uno scherzo. Gli ultimi hanno mangiato dopo 2 ore! Ciò ha contribuito a togliere spazio ai nostri giochi… Questo è male!
Comodamente seduta sui sedili del pullman, vedere scorrere i cartelli che segnalano i chilometri che ci distanziavano da Milano, cominciava ad annoiarmi. Penso al momento in cui arrivata a casa, i miei genitori mi assaliranno, chiedendomi cosa abbiamo fatto, come abbiamo passato il tempo… i particolari più interessanti e vorranno vedere le castagne. E solo le castagne gli farò vedere, perché ricordi esaltanti non ne ho. A meno che, non vorranno ridere assieme a me della "ciambella" che non è uscita col buco.

Giulia G. (16 anni)

A proposito delle ciambelle…… (ovvero: il bicchiere mezzo pieno)
...In effetti, se dovessimo fare un bilancio della giornata, i "pro" ed i "contro" non sarebbero forse proprio esattamente alla pari. Ma, al di là degli inconvenienti logistico /organizzativi, noi AAG non ci sentiamo proprio di catalogare questa giornata come "una giornata andata male". Perché, vi chiederete? Certo, leggendo le "note di cronaca" di uno dei nostri aquilotti, sembrerebbe stata proprio una specie di "Waterloo"... E le giornate "no" possono accadere, inoltre ben vengano le critiche costruttive, ci mancherebbe...

Ma...a guardare tutti quei ragazzi e quei genitori entusiasti sotto i castagni, vedere le corse a perdifiato per cercare il posto migliore, sentire le allegre grida che annunciavano il ritrovamento di un "bottino" che presupponeva un buon piazzamento nella classifica del premio per la castagna più grossa (rigorosamente verificata da uno dei nostri AAG con un bilancino di precisione...), i visi soddisfatti e gioiosi dei ragazzi al mostrare le borse rigonfie di frutti rotondi... 
...E anche la bontà delle libagioni - anche se a lungo attese - la bellezza dei luoghi, la ricchezza e la accuratezza delle ricerche fatte dalla Comunità montana, che hanno portato all'allestimento dei bellissimi materiali esposti al museo della castagna, i golosi prodotti dell'artigianato locale, la simpatia della brigata e, non ultimo, la concessione da parte di "Giove pluvio" di una giornata con tempo atmosferico a dir poco fantastico...

Certo, il tempo a disposizione non ci ha permesso di fare molti giochi (birbantelli, non erano proprio dell'idea di visitare il museo della castagna....)
Ed i viaggi di andata e ritorno sono stati piuttosto lunghi, è vero. Ma quante aspettative, risate, allegria nell'andata e che belle storie animate hanno reso meno tedioso il viaggio di ritorno (Walt Disney è sempre un mito...). Beh... per tutto questo - e per altro - noi accompagnatori non ci sentiamo di dire che è stata una brutta giornata: e peccato se qualcuno dei nostri fanciulli non l'ha presa proprio così.

Tutto sommato quindi, pur di fronte alla bilancia con i "pro" ed i "contro" che si misurano, non riusciamo proprio ad essere pessimisti. Cari ragazzi, sappiate che anche le "ciambelle che non sono riuscite con il buco" aiutano a crescere: bisogna imparare ad affrontare le difficoltà con lo spirito giusto.
Anche questo è AG, anche questa è vita.
Benedetti ragazzi... 

12 Novembre - Val Brembana - Lungo la via Mercatorum... (insieme)

Il 12 novembre '06 siamo andati a visitare la casa di " Arlecchino". Siamo partiti da Milano in ritardo di almeno 50 minuti, la giornata cominciava male.
Arrivati ad un parcheggio con il pullman, abbiamo iniziato la nostra camminata. Finito il sentiero siamo arrivati in un paese deserto e ci siamo rifocillati davanti al cortile della chiesa. Dopo aver mangiato siamo andati a visitare un museo dove abbiamo visto la prima radio, il telegrafo e altri mezzi di comunicazione di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza.

Poi con la guida siamo andati a vedere il porticato, dove molto tempo fa passava la strada principale del paese e dove c'erano i mercanti che offrivano ai viaggiatori i loro prodotti. La guida ci ha spiegato che il sentiero dove siamo passati noi si chiamava "via mercatorum", questo nome era dovuto al continuo passaggio dei mercanti. Questo paese apparteneva alla famiglia dei Tasso che decaddero dopo che venne costruita una strada alternativa alla "via mercatorum" . 

Da questa famiglia poi discese il famosissimo Torquato Tasso. Finita la visita ci siamo rimessi in cammino, e finalmente siamo arrivati alla casa di Arlecchino. Questa era una casa di nobili, infatti i muri erano decorati con affreschi raffiguranti cavalieri, ma la guida ci ha spiegato che questa famiglia era tutto tranne che una famiglia di cavalieri.

Questa si chiama la casa di Arlecchino perché si pensa che Arlecchino non sia di Venezia ma della val Brembana (zona del Bergamasco) dove noi eravamo in gita. Dopo la visita alla casa di Arlecchino siamo tornati in pullman a Milano. Io credo che questa sia stata un'escursione non solo per fare la solita camminata ma per imparare qualcosa in più rispetto a quello che sapevamo già e credo che questo tipo di gita sia ancora più istruttiva delle altre.

Stefano P.