Appuntamenti 

Ekecheiria

Premessa

Dei Giochi Olimpici nell'antica Grecia se ne ha traccia per la prima volta nel 776 a.c.
Erano, i Giochi di Olimpia, un momento importante, quasi sacro, per la vita dell'intera Grecia tanto da determinare, durante il periodo delle gare, l'interruzione di ogni conflitto. Il Club Alpino Italiano, con i giovani dell'Alpinismo Giovanile e dell'UIAA (Unione Internazionale Associazioni Alpinistiche) in occasione della chiusura dei Giochi Olimpici di Pechino intende celebrare e dare continuità a questo messaggio di pace giunto fino a noi dall'antica Grecia.


Il C.A.I. e l'Alpinismo Giovanile
Il Club Alpino Italiano nasce nel lontano 1863 con lo scopo "di far conoscere le montagne e agevolare le escursioni, le salite e le esplorazioni scientifiche" (Statuto CAI - Art. 1). L'intento del fondatore del CAI, Quintino Sella, radicato profondamente nel suo statuto, rimane integro ed attuale nel suo significato, rinsaldando ancor più i principi del Club nel proporre l'ambiente montano quale luogo d'elezione per riscoprire i principi fondamentali di solidarietà e rispetto di cui si sente sempre più bisogno, affinché esso non rappresenti solo una palestra per il fisico ma possa efficacemente rinforzare anche lo spirito. 

Fra i Soci del Club Alpino Italiano compaiono oltre 600 accompagnatori di Alpinismo Giovanile, che sulle montagne di tutta Italia da sempre si adoperano per trasmettere tali principi ai giovani, al fine di salvaguardare il loro futuro, quello del Sodalizio ma anche e soprattutto quello della nostra società. 

Le attività del CAI a favore delle giovani generazioni trovano riscontro anche all'interno dell'UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni di Alpinismo), in cui il modello organizzativo dell'Alpinismo Giovanile Italiano risulta tanto prezioso da essere preso ad esempio da altri Club in tutta Europa permettendogli quindi, a buon diritto, la promozione di iniziative ad alto livello anche al di là dei confini nazionali.

Agosto 2008 - 205 Fiaccole: montagne che dividono, montagne che uniscono
"Ekecheiria" era il nome dato dai Greci al periodo di pace fra le genti elleniche durante i Giochi di Olimpia: questo stesso nome è stato adottato per l'iniziativa che nell'estate 2008 coinvolgerà numerose Sezioni di Alpinismo Giovanile in tutta Italia, oltre ad un gruppo internazionale di giovani alpinisti che saliranno il Monte Olimpo in Grecia. 

Il giorno 8 Agosto saranno avviati i giochi olimpici in Cina, che si svolgeranno in un contesto internazionale alquanto difficile, data la situazione politica e sociale esistente in quel Paese, aggravata dalla volontà del comitato organizzatore cinese di portare la fiaccola olimpica in vetta all'Everest, considerato dai Tibetani un atto di violazione della montagna "sacra" più alta del mondo. 

Una montagna che divide…
Per dare massima diffusione al messaggio che le montagne devono invece unire e non dividere, in ricordo e celebrazione dell'accensione della torcia olimpica quale inizio di un periodo di pace fra tutti i Paesi partecipanti ai Giochi, i ragazzi dell'Alpinismo Giovanile compiranno un grande e simbolico atto di unione : il 24 Agosto, giorno in cui durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi la fiaccola verrà spenta a Pechino, 204 gruppi di Alpinismo Giovanile saliranno su altrettante vette in tutta Italia, contestualmente al gruppo internazionale UIAA, che raggiungerà la cima del Monte Olimpo in Grecia, ed accenderanno una fiaccola su ciascuna di esse, inviando un forte messaggio di pace all'Italia, all'Europa e dovunque esso possa ancora giungere. 

Il numero di vette è stato scelto a rappresentanza dei 205 Comitati Olimpici in tutto il mondo: esse saranno collegate fra loro "via etere" attraverso un contatto radio organizzato dall'ARI, Associazione Radioamatori Italiani, per poter scambiarsi e diffondere questo grande messaggio di pace a tutti i Paesi.

Ekechieria - 205 Cime per la Pace

24 agosto 2008 - Cima Durmont

Come ben sapete il 24 agosto sono finite le Olimpiadi di Pechino. Ancora dai tempi degli antichi Greci, gli inventori delle Olimpiadi, si parla già del 670 a.C., tutte le guerre e le ostilità si fermavano, questo periodo si chiamava EKECHIERIA.
Quest'anno non è stato proprio così, perché nel mondo di guerre tra popoli ce ne sono una sessantina.
Il pensiero iniziale del C.A.I. attraverso la C.C.A.G. era di salire con un gruppo di ragazzi il Monte Olimpo in Grecia, poi, invece, attraverso le varie commissioni si è pensato di organizzare la salita di tante montagne quante erano le nazioni partecipanti alle Olimpiadi, 205, oltre naturalmente il Monte Olimpo.

Ci sono voluti alcuni mesi ma alla fine ci siamo riusciti. Appena saputo di questa iniziativa il mio primo pensiero è stato alla SAT Carè Alto di Vigo Rendena (TN). Ho scritto alla sezione e poi ho preso i primi contatti con Tomasini Stefano, responsabile dell'A.G. sezionale, e con Piergiorgio Motter, presidente sezionale, che sono stati subito disponibili ed entusiasti. E così, in poco tempo, siamo riusciti a mettere insieme il puzzle.

Nel mese di agosto c'è stata la distribuzione, a seguito di estrazione, delle bandiere che spettavano alle varie sezioni, Stefano e Piergiorgio sono andati alla sede della SAT di Trento, per incontrarsi con i vari presidenti e coordinatori della manifestazione perché io, anche se referente, non avevo tempo di andare da Milano fino a Trento. Li ci hanno affidato le bandiere della Gambia e della Cechia, che abbiamo portato in cima al monte Durmont.
Piergiorgio poi, con la sua fantasia, ha fatto un bellissimo manifesto comprendente sia le bandiere sia i simboli del C.A.I. e tutte le altre belle scritte.

Il 22 e il 23 sono stati due giorni di stress, non parliamo poi del 23 notte, quando è scoppiato il finimondo che poteva compromettere la giornata, ma il 24 siamo stati ripagati con una delle più belle giornate di tutta l'estate. Ci siamo trovati quasi tutti al Passo Daone (Pra dal Asen) e, siccome faceva un po' freddo, siamo andati ad aspettare chi mancava in località Dottor, al sole naturalmente. Lì, alla spicciolata, sono arrivati tutti.

Alla fine eravamo un sessantina, la cosa più importante è che nel gruppo c'erano molti ragazzi e un gruppo di persone appartenenti all'associazione "Mani Unite" provenienti da paesi con problemi di forte disagio o in guerra, nello specifico 4 ragazzi della Georgia, 2 dal Sudan, una coppia dell'Afganistan con un bimbo, 1 del Tibet, 1 dell'Iran.Siamo partiti tutti insieme e tra una chiacchiera e l'altra, passo dopo passo, uno dietro all'altro, siamo arrivati tutti alla vetta "cima Durmont", circondati da uno spettacolo della natura che solo chi c'era può raccontarlo. 

Questo spettacolo e l'arrivo in vetta delle persone è stato immortalato dalla telecamera dall'esperto cameramen Salomon, come altri momenti in tutta la giornata. I momenti di gioia, ma anche i momenti che hanno suscitato commozione e le situazioni che hanno dato modo di riflettere sono stati tanti, il sentir raccontare l'esperienza di vita di un ex bambino soldato del Sudan e particolari impensabili; le poesie pronunciate dalla coppia dell'Afganistan esposte con ritmo calmo e suadente, poesie che uscivano direttamente dall'anima e da cuore come una cantilena e i racconti della guerra voluta solo da alcuni; il pensiero dei ragazzi della Georgia con le loro verità sulla guerra nel loro paese e capire che la guerra è sempre causata solo per gli interessi di pochi.

Però, lì sulla cima Durmont in quel momento, regnava sia la PACE sia il volersi bene, quel volersi bene che non guarda il colore della pelle, ne il paese dal quale vieni, la PACE che non ha confini, ne nazioni, la PACE…quello che tutti noi quel giorno abbiamo cercato di donare uno all'altro, ricevendo non solo PACE, ma anche conoscenza reciproca e modi diversi di pensare.
Prima di accendere la fiaccola, che per tutti doveva essere accesa tra le 12,30 e le 14,00, abbiamo preso la parola io,Piergiorgio e Franco, Presidente di Mani Unite, con un nostro personale saluto e ringraziamento per la partecipazione, Piergiorgio ha inoltre ricordato che anche le nostre montagne, Carà Alto, Adamello, sono state protagoniste nel vedere la lontana guerra del 1915/18 con le nostre genti impegnate a difendere il confine.

La fiaccola, comunque, è stata accesa simbolicamente con tutte le altre 204 cime raggiunte, ma so per certo che ne sono state accese molte di più, perché all'ultimo hanno aderito alcuni paesi europei ed extra europei. La fiaccola con la sua fiamma tremolante è passata di mano in mano, in altrettante mani tremanti per l'emozione, da bambino ad adulto, da uomo a donna, in un cerchio che ha voluto significare unità tra i popoli e PACE tra loro. In quel momento tutti i ragazzi lontani dai loro paesi in guerra, hanno trovato in questo 24 agosto il momento della loro PACE, la richiesta di PACE per la gente del loro paese, ultimo a prendere la fiaccola il figlio della coppia dell'Afganistan (di cui non ricordo il nome) ma sicuramente in rappresentanza delle nuove generazioni che si spera non debbano vedere l'orrore delle guerre in atto in tutto il mondo, con lui un segno di speranza in più.
Spenta la fiaccola, tra abbracci e commozione, ci siamo divisi in 2 gruppi, uno è sceso da dove siamo salite e l'altro, con me e Stefano, è sceso per la Val Manez.

A parte la coppia dell'Afganistan tutti i ragazzi provenienti dagli altri paesi hanno scelto di venire con noi, nel secondo gruppo, perché volevano vedere ancora qualcosa di nuovo delle nostre montagne, fare quattro chiacchiere tutti in compagnia e gli argomenti non sono mancati. Arrivati a Pra dal Asan il Tato e altri ci avevano preparato una bella sorpresa, un rinfresco con i fiocchi, the, vino, formaggio, ecc., molto apprezzato dopo la fatica.Salutarci è stato molto difficile perché nessuno voleva far finire quel momento magico di sintonia e di affetto che ormai si era creato, una promessa però ce la siamo fatta di poterci rivedere al più presto e,perché no, anche nei loro paesi lontani.

Per me e la mia famiglia è stata una giornata indimenticabile, ognuno di noi ha colto attimi ed emozioni che conserva vivi nel cuore, nella speranza che tutti possano vivere la PACE.
Io per qualche giorno ho avuto l'adrenalina alle stelle e sono sempre più convinto che la montagna unisce tutti.

VIVA LA PACE.

Ringrazio tutti i ragazzi della S.E.M., della S.A.T. il C.A.I. con l'A.G.

Polla Mario e Famiglia

XX Settimana Nazionale Sci Di Fondo Escursionismo 
Norcia 15-22 febbraio 2009

A questo importante appuntamento quest'anno si accosta un particolare corso: un'attività mirata con l'A.G. (Alpinismo Giovanile), un corso concertato, progettato, condiviso e congiunto con gli amici Accompagnatori di Alpinismo Giovanile, un corso attivato con lo scopo di predisporre occasioni ed opportunità da proporre al grande mondo giovanile nell'immediato futuro. In tale contesto 11 titolati di Alpinismo Giovanile si sono impegnati in lezioni pratiche e teoriche di Sci Fondo Escursionismo.

Questa nota presa dal comunicato dell'ufficio stampa del CAI la dice lunga sui progetti futuri che stanno nascendo in ambito UNICAI (unità formativa di base del Club Alpino Italiano), infatti due baldi (50enni) titolati di AG della sem (per la cronaca Mario e Bruno) hanno aderito immediatamente all'iniziativa.

Con molta curiosità per la disciplina (di cui si fa riferimento nel titolo) a noi conosciuta se non per l'attività svolta dai nostri amici SFE di sezione, ci siamo iscritti all'iniziativa; naturalmente previa autorizzazione dei nostri sommi capi (le mogli), che contente di averci fuori dalle scatole per una settimana intera, ben sapendo che avrebbero dovuto sobbarcarsi il peso di portare e riprendere i figli da scuola, da musica,dalla palestra, fare la spesa, da mangiare ecc ecc ecc senza il nostro importante aiuto(fatecelo credere), hanno detto subito: << Si, vai sarà un'esperienza bellissima >>.

Niente di più vero, a Norcia abbiamo trovato amici provenienti da tutti Italia amanti dello sci di fondo escursionismo, alcuni abbiamo scoperto poi della sem (ma non ricordiamo i loroi nomi) eravamo in tutto 160, di cui 11 titolati di Ag hanno frequentato un corso apposito (naturalmente full immersion) per tutta la settimana.

Abbiamo avuto come istruttori 2 titolati ISFE in gambissima che con molta pazienza e competenza in breve ci hanno portato ad amare questa disciplina insegnandoci le varie tecniche di movimento sia in salita che in piano che in discesa: passo spinta, passo alternato, scaletta, spina di pesce, raspa centrale e laterale, spazzaneve….. a fine giornata le pelli di leopardo (cadute più o meno cruente) di ognuno non si contavano, naturalmente quando qualcuno provava la neve fresca di muso o di c..o, allora era uno sfottò continuo, qualche ricordo viola sulle natiche qualcuno ce l'ha ancora.

Non possiamo dimenticare le cene pantagrueliche (a mezzogiorno solo snack) abbiamo assaggiato piatti tipici umbri (ma anche i vini), secondo noi malgrado il movimento diurno qualche chiletto in più è rimasto attaccato (basta non salire sulla bilancia per la prova).

A nostro parere l'obbiettivo dell'iniziativa è stato pienamente raggiunto: attaccarci il virus dello sci di fondo escursionismo e portare l'esperienza ai nostri ragazzi; infatti stiamo pensando a come organizzare qualcosa per i nostri ragazzi nel 2010, naturalmente assieme ad istruttori qualificati, quali se non i nostri amici sezionali dello SFE.

A corso 2009 di Alpinismo Giovanile già iniziato non possiamo fare molto, se non cominciare a predisporre un piano di attività da proporre ai ragazzi per i prossimi corsi, speriamo di riuscire a mettere in cantiere qualcosa, ed un arrivederci a tutti per l'anno prossimo (sciistico naturalmente , non solare). 

Bruno e Mario

UIAA e AG … una sinergia importante

L'UIAA è l'Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche. 
Nello spirito dello sport e dell'amicizia, essa associa una quantità ragguardevole di uomini, donne e bambini (quasi 1,3 milioni!!), accomunati dalla loro passione per le montagne.
In qualità di comunità globale di volontari, i membri UIAA scambiano idee, forniscono suggerimenti e lavorano assieme su tematiche quali, ad esempio:
accesso responsabile all'ambiente montano, rispetto per la natura e sua conservazione; diffusione di affidabili parametri standard per la sicurezza delle attrezzature alpinistiche; divulgazione di raccomandazioni sugli aspetti medici della frequentazione delle montagne.

L'UIAA è stata fondata nel 1932, inizialmente come organizzazione europea, ma attualmente sono in essa rappresentati praticamente tutti i continenti, con 82 organizzazioni associate, provenienti da 57 diversi Paesi. 
All'interno dell'UIAA è inserita una commissione "giovani" (YC = Youth Commission), che nello spirito dello sviluppo sociale ed educativo ritiene che l'approccio alla montagna costituisca una opportunità fondamentale per le giovani generazioni e pertanto si fa carico di supportare ed incoraggiare tutte le Associazioni che fanno parte dell'UIAA a focalizzarsi sui giovani nelle loro attività.

A livello pratico, la YC fornisce assistenza ai membri UIAA nel definire e realizzare attività dedicate ai giovani: da appositi trekking, campi in ambiente a corsi e seminari internazionali. In pratica, la YC funziona come una sorta di "forum" in cui scambiare informazioni, buone prassi, idee ed esperienze riguardanti i giovani e la montagna. 
Nella YC, l'Alpinismo Giovanile del CAI è rappresentato da un membro che rimane in carica circa 4 anni ed è "invitato" permanente presso la CCAG al fine di relazionare ed aggiornare su quanto accade e viene definito in sede di YC. Il componente attuale AG presso la YC UIAA è Dolores De Felice (ANAG - CAI SEM Milano).

L'Alpinismo Giovanile del CAI opera in stretto contatto con la YC ed in collaborazione con essa provvede ad organizzare trekking internazionali, seminari e corsi specifici sulle tematiche care al nostro Progetto Educativo. I ragazzi che partecipano a queste iniziative hanno la grande opportunità di incontrare coetanei provenienti da svariati Paesi, anche molto lontani (Cina, Corea), per scoprire assieme a loro che vivere la propria età rappresenta un'avventura comune, persino se si parlano lingue differenti, superando tutte le differenze e formando amicizie che vanno al di là di confini e culture attraverso la pratica sportiva in ambiente montano.

Il fine ultimo è quello di alimentare nelle giovani generazioni attraverso l'esperienza dell'incontro, e della condivisione di emozioni ed esperienze intense come quelle vissute in montagna, un'attitudine e un approccio verso la vita che siano caratterizzati da forza d'animo, consapevolezza ed apertura verso il prossimo, a sostegno ed aiuto nei non semplici anni della propria crescita: come uomini / donne …e come alpinisti.

Programmi e attivita' internazionali 
2009 per i giovani 


Le iniziative che la CCAG e l'UIAA ci propongono quest'anno sono i seguenti :

Dalla Grecia all'Italia, il messaggio di pace continua.
Il Mediterraneo dalle terrazze d'Abruzzo sulle orme di briganti, eremiti e pastori.

Il trekking proposto in Abruzzo vuol far conoscere ai partecipanti almeno due dei quattro Parchi nazionali e regionali presenti nella regione. Il percorso prescelto, attraversando i massicci della Majella, del Morrone e del Gran Sasso d'Italia, permetterà di visitare zone di notevole interesse naturalistico e storico-culturale facendo conoscere ai partecipanti le caratteristiche e le principali attività che le popolazioni svilupparono nei precedenti periodi storici. 

Partecipare a questo trekking significa muoversi nel territorio, lungo un percorso all'interno dei bellissimi Parchi nazionali del Gran Sasso e della Maiella, ma anche nel tempo, attraverso la nostra storia, visitando luoghi particolari ed affascinanti, come ad esempio Sulmona, Popoli, Castel del Monte, sotto l'esperta e qualificata guida di Accompagnatori di Alpinismo Giovanile.
Periodo del trekking: 4 - 12 luglio 2009
Partecipanti ammessi: giovani dai 14 ai 17 anni.

Sudafrica - Trekking attraverso i "Monti dei Draghi"

Questo bellissimo ed "esotico" trekking ci viene proposto dal Mountain Club del Sudafrica, membro YC-UIAA, e si svolgerà nel territorio dei "Monti dei Draghi" (Dragon Mountains), una catena montuosa che si trova nella parte orientale del Sudafrica ed è composta dai monti più alti del Paese, dichiarati nel 2000 dall'UNESCO "Patrimonio generale dell'umanità", a dimostrazione e testimonianza della loro grande rilevanza ambientale e culturale.

Questa immensa distesa di vette ospita importanti parchi nazionali e riserve naturali (Royal National Park, Riserva del Giant's Castle) e permette di godere di scenari ambientali di suggestiva bellezza, quali ad esempio l'Amphitheatre, una parete di basalto alta 1800 metri, il Cathedral Peak, un vero e proprio monumento geologico e numerose caverne con importanti testimonianze di arte rupestre. 

La presenza, a causa delle differenze in altitudine, di una grandissima biodiversità di flora e fauna locali rendono ancor più ricca ed interessante la proposta dei colleghi del Sudafrica
Periodo del trekking: 11 - 18 luglio2009
Partecipanti ammessi: giovani dai 16 ai 17 anni.

D. De Felice (CAI AG - YC UIAA)


Trekking CAI - UIAA 2009: Abruzzo, tra natura selvaggia e antiche contrade…

Un viaggio attraverso la storia e la cultura di un territorio, ma anche il contatto con una natura aspra, selvaggia e meravigliosa, alternandosi fra le vicende del passato e l'inevitabile incontro con l'attuale, cruda realtà di molti paesi e la gente severa ma generosa che abita queste contrade...

Il trekking internazionale UIAA ospitato quest'anno in Italia si è svolto nella regione attualmente più colpita del nostro Paese: l'Abruzzo. Districandosi fra tutte le difficoltà logistiche e gestionali successive all'evento sismico, con le quali hanno dovuto fare i conti, gli Enti organizzatori (Commissione Centrale Alpinismo Giovanile, Commissione Regionale Alpinismo Giovanile Abruzzo, CAI Abruzzo) hanno comunque centrato in pieno l'obiettivo inizialmente prefissato: far conoscere queste terre affascinanti e ricche di cultura e portare avanti il messaggio di pace partito lo scorso anno dalla Grecia e da molte altre vette, italiane ma non solo (progetto "Ekecheiria - 205 cime").  

Nei primi giorni di un bollente mese di luglio, i ragazzi dell'Alpinismo Giovanile del CAI provenienti da svariate regioni d'Italia (Abruzzo, Alto Adige, Liguria, Toscana) hanno incontrato loro coetanei che, con i relativi accompagnatori, sono qui giunti da altri Paesi europei (Catalunya, Slovenia, Spagna). Alla stazione ferroviaria di Pescara (luogo del ritrovo iniziale) tutti i giovani, fra loro appena conosciuti e pertanto, a parte un paio di casi, mai incontratisi prima, si sono rapidamente e sorprendentemente aggregati in un unico gruppo, realizzando così la prima, fondamentale, tappa di un'intensa ed indimenticabile avventura e dimostrando anche chiaramente che, quando si vuole stare davvero insieme, le presunte "barriere" culturali e linguistiche risultano totalmente azzerate. 

Questo aspetto, così importante, dell'evento italiano UIAA 2009 si è "cristallizzato" in due momenti fondamentali del trekking (Blockhaus, 2140 mt e M.te Capo di Serre, 1771 mt.) durante i quali tutto il gruppo di ragazzi ed accompagnatori si è unito ad accendere una fiaccola, per raccogliere e rilanciare idealmente il "testimone" del messaggio di pace partito lo scorso anno, a chiusura delle Olimpiadi di Pechino, in contemporanea dalla cima dell'Olimpo e da altre 205 cime (in Italia ed in altri Paesi, anche extra-europei) per dire al mondo che le montagne non devono essere una barriera che divide i popoli, bensì un collegamento ideale che unisce genti con storie e culture anche significativamente diverse fra loro. 

Tra l'altro, l'inaspettato e desolante contesto post-sismico all'interno del quale si è in parte sviluppato il percorso del trekking, ben si è prestato a rappresentare quell'urgenza di solidarietà e legame tra le popolazioni che i giovani del CAI e dell'UIAA vogliono diffondere, a gran voce, dalle vette delle montagne verso tutto il mondo. Le zone visitate si trovano per la maggior parte nel territorio di due importanti Parchi della regione: il Parco Nazionale della Majella ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La prima tappa è partita dalla "Majelletta", località a 1700 metri nel cuore del massiccio della Majella, e l'ultima si è conclusa a "Prati di Tivo", località ai piedi del Gran Sasso, dopo un lungo (a tratti realmente impervio) percorso che ha permesso al gruppo internazionale di ragazzi di vivere tutte le sfumature di quelle emozioni che il multiforme territorio attraversato ha loro "elargito". 

Le tappe del cammino svolto hanno condotto i partecipanti dal Parco della Maiella, con le sue straordinarie fioriture e gli ampissimi spazi, all'antico e suggestivo eremo Celestiniano di San Giovanni; da Caramanico, con un centro storico di ricco di chiese e palazzi pur nel rigore delle misure post-sismiche ed il centro ambientale "P. Barrasso", punto di divulgazione naturalistica e recupero della ormai rarissima lontra, alla cittadina di Popoli, presso cui si trovano, fra l'altro, un antico - incredibilmente tuttora utilizzato - suggestivo lavatoio ed una interessantissima area forestale e di recupero faunistico per il lupo ed altri animali selvatici ("Centro del Lupo - Le Tre Cese"); dalle sorgenti del fiume Tirino, già nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a Castel del Monte, uno dei paesi più alti d'Abruzzo, con uno stupendo centro storico purtroppo minato anch'esso dal terremoto; da Campo Imperatore, luogo di vicende storiche legate alla II Guerra mondiale, con la sua straordinaria piana verde ricchissima di fioriture e l'antica stazione della funivia…fino dentro il cuore del Gran Sasso, con le sue rocce, i suoi nevai, gli stupendi, coloratissimi fiori d'alta quota e gli incredibili panorami mozzafiato... 

La settimana è quindi trascorsa, in un turbinio di emozioni, letteralmente circondati dalle testimonianze storiche e culturali della regione e da una natura eccezionalmente vitale, per la quale le prolungate piogge di quest'anno hanno permesso la crescita di una ricca vegetazione, laddove la stagione, di solito, non lo consentirebbe. 

Una serie infinita di stimoli, moltissimi spunti per osservare e riflettere: una vera e propria "full immersion" (per dirla "all'inglese") nella vita pulsante della regione…ma anche un percorso alquanto duro e faticoso, a volte quasi alla maniera di "Indiana Jones", tanto impervi e ripidi erano certi sentieri, che le lunghe ore sotto il sole d'Abruzzo e le nottate trascorse in modo più che spartano hanno reso ancor più impegnativo, mettendo alla prova anche gli animi più ardimentosi ed i fisici più allenati.

D'altra parte è proprio questa, l'avventura che ci piace… Comunque, senza tema di eccedere, si può senz'altro affermare che tutti i "nostri" ragazzi (e anche le ragazze..... non dimentichiamolo!) hanno brillantemente superato la "prova" e si sono ............... gustati l'avventura (anche in senso gastronomico…).  Di certo, gli "aquilotti" nostrani, che si sono confrontati con giovincelli d'Oltralpe più che baldanzosi, non hanno certo sfigurato, trovando anzi spesso la forza di alleggerire gli animi del gruppo, a volte un pò "prostrati" dalle fatiche legate agli eventi, con una simpatica e a tratti realmente provvidenziale ironia, che né il caldo né la fatica sono fortunatamente riusciti a vincere.
Bravi, ragazzi…

Ecco di seguito i nomi dei partecipanti italiani al trekking, in rappresentanza del CAI-AG: Irene Adeante (Sez. Sulmona), Miriam Berruto (Sez. Sanremo); Thomas Brighenti (Sez. Bolzano); Mattia Naclerio (Sez. Sanremo); Cecilia Paoli (Sez. Firenze); Andrea Perego (Sez. Sanremo); Emil Remondini (Sez. Brunico); Francesco Secondo (Sez. Sanremo); Jacopo Tondini (Sez. Firenze).

Dolore De Felice

Convegno Accompagnatori di Alpinismo Giovanile della Lombardia
Sabato 19 febbraio 2011
 Un impegno e una scommessa…
(Cronaca semiseria di una giornata molto importante…e decisamente seria)
   

Ad un certo punto, il Dr. Plaino (accompagnato, buon per lui, da una deliziosa biondina che ha giocherellato con un notebook per tutto il tempo del suo intervento) si allontana salutando e noi tutti restiamo lì, prendendo a prestito una frase da una bellissima canzone del Claudio Baglioni nazionale, ”…col viso sopra al petto a leggersi i dolori e i nostri guai…”.

Ma questa fase di perplessità per fortuna dura poco: un delizioso intermezzo culinario a cura dei simpatici cuochi “arruolati” da “Noivoiloro” provvede a corroborare gli animi e dar loro la carica per cominciare la seconda parte della giornata, che parte con un importante momento di “passaggio della staffetta” (non senza il canonico “in bocca al lupo”) fra le precedenti e nuove Commissione e Scuola lombarde.

In generale, il pomeriggio “fila via” abbastanza “liscio”, con la tradizionale illustrazione ai partecipanti di programmi di gite, aggiornamenti, attendamenti, raduni e trekking (nazionali ed internazionali) per l’anno in corso…
Ma la sensazione generale era che “qualcosa” ancora aleggiava nell’aria della bella sala/teatro dell’Associazione “Noivoiloro”…forse una malcelata (e dissimulata) inquietudine per quanto discusso ed appreso in mattinata, oppure una strisciante, vaga delusione per aver realizzato che anche nel nostro “mondo dorato” si celano piccoli e “pungenti” fantasmi che inaspettatamente si annidano fra noi e ci mettono in crisi…

Fantasmi che paiono dissolti con il sole al momento dei saluti…ma il subconscio non mente, la sorpresa (amarognola) e il disappunto continuano a serpeggiare fra gli animi…solo che non si vedono (benedetta questa bella giornata di fine inverno). 
E chissà che effetti produrranno, nei convenuti, i giorni a seguire…

Però…in conclusione, cosa possiamo aspettarci in concreto come esito di una giornata come questa? 
Di fatto, sembrerebbe attenderci una dose aggiuntiva di “compiti” da svolgere: ancor maggiore attenzione ai rapporti con gli altri, più introspezione, più domande, mettersi ancor più in discussione….che fatica… Ma questa nostra esperienza, se condivisa, potrebbe servire anche ad altri affinché possano interrogarsi con maggior consapevolezza riguardo alla propria personale esperienza nell’AG. 

E magari, da questa piccola “autoanalisi”, potrebbe partire un’idea, uno spunto, una visione più fiduciosa del proprio ruolo, del suo significato, e il modo per realizzarla…e se questa fiducia e l’ottimismo che ne segue fossero abbastanza solidi da mettere qualche radice, sarebbe bello che germogliassero e si diffondessero…
Utopia? Possibilità…?

Chissà…la cosa importante è che noi non si perda la volontà di metterci in gioco, di migliorarci continuamente (e un aiuto in tal senso, possibilmente da persone esperte e competenti in questo genere di cose, sarebbe di certo molto apprezzato da gran parte di noi…in qualche altra occasione “ad hoc”) ma soprattutto non abbatterci di fronte a quelle che possono, a prima vista, apparire come difficoltà insormontabili.

A volte si può provare a spendere una parola in più, fare un ulteriore tentativo…cercare di dire le cose in altro modo, non perdendo mai il rispetto per l’ “altro” e con la certezza che tutti hanno qualcosa da insegnare (per quanto impossibile, nel pessimismo, questo a volte possa apparire…). 
Una maggiore apertura verso gli altri porterebbe ad un maggiore ascolto, da un maggiore ascolto una maggiore fiducia….e poi “da cosa nasce cosa”….

E’ importante, a tale scopo, tener presente che il progetto in cui questo Convegno Lombardo è inserito ha degli obiettivi ben precisi : un “bagaglio culturale ed umano” da utilizzare e valorizzare…per avvicinare ancor più gli uomini (di ogni età) alle montagne. La meta è chiara, la strada la stiamo già percorrendo…dipenderà da noi se sarà un bel sentiero lastricato o una pietraia invincibile.

Ricordiamoci, a tale scopo, le parole usate da “Noivoiloro” per presentarsi, e in cui ci siamo, almeno in parte, identificati: “…senza mai perdere la voglia di capirsi…guardarci negli occhi e, pur leggendovi tante volte delle difficoltà, non cedere alla tentazione di drammatizzare, criticare o lasciare tutto…andare avanti, nonostante tutto, con la carica giusta per arrivare sin dove è possibile…”.

La vogliamo fare, questa scommessa….?

Dolores De Felice