Appuntamenti 

Ekecheiria

Premessa
Dei Giochi Olimpici nell'antica Grecia se ne ha traccia per la prima volta nel 776 a.c.
Erano, i Giochi di Olimpia, un momento importante, quasi sacro, per la vita dell'intera Grecia tanto da determinare, durante il periodo delle gare, l'interruzione di ogni conflitto. Il Club Alpino Italiano, con i giovani dell'Alpinismo Giovanile e dell'UIAA (Unione Internazionale Associazioni Alpinistiche) in occasione della chiusura dei Giochi Olimpici di Pechino intende celebrare e dare continuità a questo messaggio di pace giunto fino a noi dall'antica Grecia.

Il C.A.I. e l'Alpinismo Giovanile
Il Club Alpino Italiano nasce nel lontano 1863 con lo scopo "di far conoscere le montagne e agevolare le escursioni, le salite e le esplorazioni scientifiche" (Statuto CAI - Art. 1). L'intento del fondatore del CAI, Quintino Sella, radicato profondamente nel suo statuto, rimane integro ed attuale nel suo significato, rinsaldando ancor più i principi del Club nel proporre l'ambiente montano quale luogo d'elezione per riscoprire i principi fondamentali di solidarietà e rispetto di cui si sente sempre più bisogno, affinché esso non rappresenti solo una palestra per il fisico ma possa efficacemente rinforzare anche lo spirito. 

Fra i Soci del Club Alpino Italiano compaiono oltre 600 accompagnatori di Alpinismo Giovanile, che sulle montagne di tutta Italia da sempre si adoperano per trasmettere tali principi ai giovani, al fine di salvaguardare il loro futuro, quello del Sodalizio ma anche e soprattutto quello della nostra società. 

Le attività del CAI a favore delle giovani generazioni trovano riscontro anche all'interno dell'UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni di Alpinismo), in cui il modello organizzativo dell'Alpinismo Giovanile Italiano risulta tanto prezioso da essere preso ad esempio da altri Club in tutta Europa permettendogli quindi, a buon diritto, la promozione di iniziative ad alto livello anche al di là dei confini nazionali.

Agosto 2008 - 205 Fiaccole: montagne che dividono, montagne che uniscono
"Ekecheiria" era il nome dato dai Greci al periodo di pace fra le genti elleniche durante i Giochi di Olimpia: questo stesso nome è stato adottato per l'iniziativa che nell'estate 2008 coinvolgerà numerose Sezioni di Alpinismo Giovanile in tutta Italia, oltre ad un gruppo internazionale di giovani alpinisti che saliranno il Monte Olimpo in Grecia. 

Il giorno 8 Agosto saranno avviati i giochi olimpici in Cina, che si svolgeranno in un contesto internazionale alquanto difficile, data la situazione politica e sociale esistente in quel Paese, aggravata dalla volontà del comitato organizzatore cinese di portare la fiaccola olimpica in vetta all'Everest, considerato dai Tibetani un atto di violazione della montagna "sacra" più alta del mondo. 

Una montagna che divide…
Per dare massima diffusione al messaggio che le montagne devono invece unire e non dividere, in ricordo e celebrazione dell'accensione della torcia olimpica quale inizio di un periodo di pace fra tutti i Paesi partecipanti ai Giochi, i ragazzi dell'Alpinismo Giovanile compiranno un grande e simbolico atto di unione : il 24 Agosto, giorno in cui durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi la fiaccola verrà spenta a Pechino, 204 gruppi di Alpinismo Giovanile saliranno su altrettante vette in tutta Italia, contestualmente al gruppo internazionale UIAA, che raggiungerà la cima del Monte Olimpo in Grecia, ed accenderanno una fiaccola su ciascuna di esse, inviando un forte messaggio di pace all'Italia, all'Europa e dovunque esso possa ancora giungere. 

Il numero di vette è stato scelto a rappresentanza dei 205 Comitati Olimpici in tutto il mondo: esse saranno collegate fra loro "via etere" attraverso un contatto radio organizzato dall'ARI, Associazione Radioamatori Italiani, per poter scambiarsi e diffondere questo grande messaggio di pace a tutti i Paesi.

 

Ekechieria - 205 Cime per la Pace

24 agosto 2008 - Cima Durmont

Come ben sapete il 24 agosto sono finite le Olimpiadi di Pechino. Ancora dai tempi degli antichi Greci, gli inventori delle Olimpiadi, si parla già del 670 a.C., tutte le guerre e le ostilità si fermavano, questo periodo si chiamava EKECHIERIA.
Quest'anno non è stato proprio così, perché nel mondo di guerre tra popoli ce ne sono una sessantina.
Il pensiero iniziale del C.A.I. attraverso la C.C.A.G. era di salire con un gruppo di ragazzi il Monte Olimpo in Grecia, poi, invece, attraverso le varie commissioni si è pensato di organizzare la salita di tante montagne quante erano le nazioni partecipanti alle Olimpiadi, 205, oltre naturalmente il Monte Olimpo.

Ci sono voluti alcuni mesi ma alla fine ci siamo riusciti. Appena saputo di questa iniziativa il mio primo pensiero è stato alla SAT Carè Alto di Vigo Rendena (TN). Ho scritto alla sezione e poi ho preso i primi contatti con Tomasini Stefano, responsabile dell'A.G. sezionale, e con Piergiorgio Motter, presidente sezionale, che sono stati subito disponibili ed entusiasti. E così, in poco tempo, siamo riusciti a mettere insieme il puzzle.

Nel mese di agosto c'è stata la distribuzione, a seguito di estrazione, delle bandiere che spettavano alle varie sezioni, Stefano e Piergiorgio sono andati alla sede della SAT di Trento, per incontrarsi con i vari presidenti e coordinatori della manifestazione perché io, anche se referente, non avevo tempo di andare da Milano fino a Trento. Li ci hanno affidato le bandiere della Gambia e della Cechia, che abbiamo portato in cima al monte Durmont.
Piergiorgio poi, con la sua fantasia, ha fatto un bellissimo manifesto comprendente sia le bandiere sia i simboli del C.A.I. e tutte le altre belle scritte.

Il 22 e il 23 sono stati due giorni di stress, non parliamo poi del 23 notte, quando è scoppiato il finimondo che poteva compromettere la giornata, ma il 24 siamo stati ripagati con una delle più belle giornate di tutta l'estate. Ci siamo trovati quasi tutti al Passo Daone (Pra dal Asen) e, siccome faceva un po' freddo, siamo andati ad aspettare chi mancava in località Dottor, al sole naturalmente. Lì, alla spicciolata, sono arrivati tutti.

Alla fine eravamo un sessantina, la cosa più importante è che nel gruppo c'erano molti ragazzi e un gruppo di persone appartenenti all'associazione "Mani Unite" provenienti da paesi con problemi di forte disagio o in guerra, nello specifico 4 ragazzi della Georgia, 2 dal Sudan, una coppia dell'Afganistan con un bimbo, 1 del Tibet, 1 dell'Iran.Siamo partiti tutti insieme e tra una chiacchiera e l'altra, passo dopo passo, uno dietro all'altro, siamo arrivati tutti alla vetta "cima Durmont", circondati da uno spettacolo della natura che solo chi c'era può raccontarlo. 

Questo spettacolo e l'arrivo in vetta delle persone è stato immortalato dalla telecamera dall'esperto cameramen Salomon, come altri momenti in tutta la giornata. I momenti di gioia, ma anche i momenti che hanno suscitato commozione e le situazioni che hanno dato modo di riflettere sono stati tanti, il sentir raccontare l'esperienza di vita di un ex bambino soldato del Sudan e particolari impensabili; le poesie pronunciate dalla coppia dell'Afganistan esposte con ritmo calmo e suadente, poesie che uscivano direttamente dall'anima e da cuore come una cantilena e i racconti della guerra voluta solo da alcuni; il pensiero dei ragazzi della Georgia con le loro verità sulla guerra nel loro paese e capire che la guerra è sempre causata solo per gli interessi di pochi.

Però, lì sulla cima Durmont in quel momento, regnava sia la PACE sia il volersi bene, quel volersi bene che non guarda il colore della pelle, ne il paese dal quale vieni, la PACE che non ha confini, ne nazioni, la PACE…quello che tutti noi quel giorno abbiamo cercato di donare uno all'altro, ricevendo non solo PACE, ma anche conoscenza reciproca e modi diversi di pensare.
Prima di accendere la fiaccola, che per tutti doveva essere accesa tra le 12,30 e le 14,00, abbiamo preso la parola io,Piergiorgio e Franco, Presidente di Mani Unite, con un nostro personale saluto e ringraziamento per la partecipazione, Piergiorgio ha inoltre ricordato che anche le nostre montagne, Carà Alto, Adamello, sono state protagoniste nel vedere la lontana guerra del 1915/18 con le nostre genti impegnate a difendere il confine.ù

La fiaccola, comunque, è stata accesa simbolicamente con tutte le altre 204 cime raggiunte, ma so per certo che ne sono state accese molte di più, perché all'ultimo hanno aderito alcuni paesi europei ed extra europei. La fiaccola con la sua fiamma tremolante è passata di mano in mano, in altrettante mani tremanti per l'emozione, da bambino ad adulto, da uomo a donna, in un cerchio che ha voluto significare unità tra i popoli e PACE tra loro. In quel momento tutti i ragazzi lontani dai loro paesi in guerra, hanno trovato in questo 24 agosto il momento della loro PACE, la richiesta di PACE per la gente del loro paese, ultimo a prendere la fiaccola il figlio della coppia dell'Afganistan (di cui non ricordo il nome) ma sicuramente in rappresentanza delle nuove generazioni che si spera non debbano vedere l'orrore delle guerre in atto in tutto il mondo, con lui un segno di speranza in più.
Spenta la fiaccola, tra abbracci e commozione, ci siamo divisi in 2 gruppi, uno è sceso da dove siamo salite e l'altro, con me e Stefano, è sceso per la Val Manez.

A parte la coppia dell'Afganistan tutti i ragazzi provenienti dagli altri paesi hanno scelto di venire con noi, nel secondo gruppo, perché volevano vedere ancora qualcosa di nuovo delle nostre montagne, fare quattro chiacchiere tutti in compagnia e gli argomenti non sono mancati. Arrivati a Pra dal Asan il Tato e altri ci avevano preparato una bella sorpresa, un rinfresco con i fiocchi, the, vino, formaggio, ecc., molto apprezzato dopo la fatica.Salutarci è stato molto difficile perché nessuno voleva far finire quel momento magico di sintonia e di affetto che ormai si era creato, una promessa però ce la siamo fatta di poterci rivedere al più presto e,perché no, anche nei loro paesi lontani.

Per me e la mia famiglia è stata una giornata indimenticabile, ognuno di noi ha colto attimi ed emozioni che conserva vivi nel cuore, nella speranza che tutti possano vivere la PACE.
Io per qualche giorno ho avuto l'adrenalina alle stelle e sono sempre più convinto che la montagna unisce tutti.

VIVA LA PACE.

Ringrazio tutti i ragazzi della S.E.M., della S.A.T. il C.A.I. con l'A.G.

Polla Mario e Famiglia