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Istituto
scolastico comprensivo "Quintino Di Vona - Tito Speri" - Progetto
“La montagna è la mia compagna di banco” Anno scolastico 2006/07
- scuola media - corso ad indirizzo tecnologico-ambientale
Milano e le sue montagne
A Milano le montagne sono presenti nelle belle giornate di sole e di aria limpida, una presenza che ha
abituato i milanesi, sin dai tempi passati, a contare su di esse e a trarvi le risorse necessarie per il proprio
sviluppo. Per “portare a casa” le sue montagne Milano ha dovuto “portare a casa” i suoi fiumi; incanalare
cioè le acque del Ticino e dell’Adda in modo da utilizzare queste grandi vie d’acqua per rifornire la città di
marmi, legnami, minerali, ecc…
Grazie al Naviglio Grande il marmo ossolano ha raggiunto la città ed ha consentito la costruzione del
Duomo e, quando le vicende politiche privano Milano delle montagne ossolane, il completamento del
Naviglio della Martesana con il Naviglio di Paderno ha permesso il facile accesso alle risorse delle montagne
valtellinesi.
Cambiano i tempi ma il rapporto tra Milano e le sue montagne rimane strettissimo. Il grande
sviluppo industriale dell’area milanese tra la fine dell’800 e la prima metà del 900 vede le montagne
generose fornitrici di energia elettrica mentre lunghi trafori e strade ferrate collegano la nuova metropoli con
il resto d’Europa. E’ una presenza che però va educata e preparata in modo adeguato per non riprodurre ciò da cui ci si
intende allontanare. Da qui l’importanza di un progetto, da attuare in una scuola di città, che educhi alla
presenza in montagna.
Oggi alle risorse minerarie, all’energia, all’acqua si aggiunge una nuova risorsa che le montagne
dispensano con generosità alla città oramai congestionata. L’aria pura, ambienti incontaminati, un forte
rapporto con la natura, una presenza dell’uomo ancora discreta e rispettosa dell’ambiente: una quantità
sempre maggiore di cittadini si rifugia in montagna per trovare valori e ritmi di vita che in città si sono persi.
Grazie alla possibilità di articolare la propria offerta formativa in percorsi scolastici che rispondano
alle diverse aspettative delle famiglie e motivazioni dei giovani, l’istituto scolastico comprensivo “Quintino
di Vona – Tito Speri” propone, in una sezione della scuola media, un progetto didattico che
prevede una presenza non episodica in montagna. Esso viene realizzato in accordo con il gruppo di Alpinismo Giovanile
della Società Escursionisti Milanesi e con una significativa collaborazione da parte degli accompagnatori
della Commissione Lombarda di Alpinismo Giovanile.
Nel corso dei tre anni di scuola media le uscite didattiche interessano complessivamente ben 20
giorni (8 in prima, 8 in seconda, 4 in terza) con 13 pernottamenti nei rifugi. E’ una presenza in montagna che
se dall’inizio è difficoltosa e impacciata, poi diventa una gioiosa consuetudine in un ambiente sempre più
familiare. Per la sua attuazione esso si avvale della capacità organizzativa e della presenza degli insegnanti
della scuola e degli accompagnatori CAI, dei contributi del Consiglio di Zona 3 che hanno consentito la
creazione di un fornito magazzino di materiale di montagna, della convinta adesione dei genitori e della
responsabile partecipazione dei propri alunni a cui sono affidati importanti compiti di gestione e di
organizzazione.
Gli obiettivi didattici
Il quadro storico e geografico in cui si inserisce il progetto è rappresentato dalle montagne che hanno fornito
alla città di Milano, nel corso dei secoli, le risorse necessarie al suo sviluppo. Una serie di uscite didattiche,
proposte nell’arco del triennio, permette di cogliere gli elementi centrali che stanno alla base della
formazione e del modellamento delle alpi lombarde, di osservare l’evoluzione stagionale di flora e fauna in
ambienti naturali ancora incontaminati, di incontrare i segni della presenza dell’uomo e del passaggio da un
economia basata sull’autosufficienza ad un’economia di scambio con la grande città della pianura.
Le necessità educative
Che la scuola non debba solamente occuparsi di quello che l'alunno
dovrà sapere, ma anche di come dovrà essere, è detto dai programmi della media, ribadito da tante circolari ministeriali, ma
non sempre tradotto in fatti concreti. Eppure da parte della società vi è una crescente richiesta in questo
senso, originata non solo dal minor tempo che i genitori possono dedicare ai loro figli ma anche dai problemi educativi che una
società sempre più complessa crea e per superare i quali la famiglia chiede aiuto.
Inoltre la scuola media si colloca in un periodo particolarmente delicato della crescita del giovane: riceve dei
bambini, fa uscire degli adolescenti. Si trova nella possibilità di accompagnare lo sviluppo del giovane in un
momento in cui cade il riferimento esclusivo alla famiglia e i ragazzi sono alla ricerca di nuovi riferimenti
nel mondo degli adulti. E' un periodo in cui il gruppo di coetanei, che il giovane trova in classe, fornisce
modelli, valori, comportamenti che spesso hanno un peso decisivo nella sua formazione e nelle sue scelte di
vita.
La possibilità che ha la scuola nel fornire modelli credibili e nell'indirizzare la crescita del gruppo su valori
positivi ha un ruolo importante, non solo per il suo buon funzionamento ma anche per uno sviluppo positivo
di tutta la società. Del resto i crescenti problemi di disagio che interessano un numero sempre maggiore di giovani
rendono evidente che la scuola non può, su questi problemi, limitarsi ad un ruolo difensivo, centrato solo su
iniziative di informazione.
Vanno dunque proposti percorsi educativi tesi alla formazione del carattere degli alunni, a rafforzare la loro
capacità di porsi delle mete elevate e di darsi un'organizzazione e un metodo rigorosi per poterle raggiungere,
ad accettare e capire le difficoltà per poterle superare. E’ importante avere anche la consapevolezza che le
difficoltà si superano insieme, abituandosi così a quel forte legame di interdipendenza che esiste in sistemi
complessi come quelli in cui viviamo. Va sviluppata la capacità di stare e lavorare insieme ad altri, valorizzando le competenze di ciascuno e la
reciproca disponibilità, aprendosi anche alla accettazione della diversità, ovviamente nella misura in cui
anch'essa contribuisce al bene comune.
I problemi legati al rapporto con la tecnologia
A queste esigenze di tipo educativo si aggiungono altri motivi di attenzione legati allo sviluppo delle nuove
tecnologie dell’informazione e a come queste possono influire sullo sviluppo della personalità di quei ragazzi
che ne sono utenti abituali. Sono problematiche che interessano tutti i giovani ed in particolare quelli che
frequentano un corso, come quello scientifico tecnologico, nel quale le esperienze di lavoro nel campo
dell’informatica sono significative sia per il tempo ad esse dedicato, sia per i risultati ottenuti.
Il rapporto tra il giovane e la televisione, o il calcolatore, è un rapporto individuale; il calcolatore, in
particolare, non è un giocattolo passivo, ma uno speciale "amico" che interagisce con il giovane,
"dialoga" con lui, gli offre sempre nuove e più affascinanti possibilità di avventure e di esplorazioni.
Un amico pericoloso, però, se l'interesse per lui diventa troppo esclusivo. A volte, durante
l'adolescenza, il giovane incontra difficoltà nei rapporti con il gruppo di coetanei: il calcolatore allora
può rappresentare una pericolosa via di fuga, una possibilità per rinchiudersi sempre di più in se
stesso.
E' dunque importante sviluppare attività che non si limitino alla socializzazione del gruppo, ma
permettano lo stabilirsi di quei "legami forti" che derivano dall'aver vissuto insieme esperienze
particolarmente significative. Il calcolatore, molto più della televisione, offre la possibilità di evadere in mondi
"virtuali", di crearsi una realtà artificiale che sia sostitutiva del mondo vero. Navigare troppo precocemente nei mondi
offerti dal computer può essere un pericoloso surrogato alla più faticosa, ma assolutamente vitale,
"navigazione" nel mondo reale.
Un percorso educativo e didattico con al centro la montagna
Per favorire un rapporto equilibrato con la tecnologia e ottenere il raggiungimento degli obiettivi educativi
citati, nel corso scientifico tecnologico è attiva la realizzazione un itinerario di educazione ambientale che,
oltre agli obiettivi didattici già citati, si proponga di:
- consentire ai ragazzi di vivere rapporti significativi con la natura vera, rapporti fatti di immagini, di
suoni, di odori, di sapori, di sfinimento, di fatica e di gioia, di sensazioni che difficilmente potrà loro
dare un televisore o un calcolatore;
- permettere (affrontando le esperienze e i problemi della vita in comunità, le marce faticose,
l'inclemenza del tempo) di raggiungere obiettivi come la formazione del carattere degli alunni, la
capacità di porsi delle mete elevate e di darsi un'organizzazione e un metodo rigorosi per poterle
raggiungere, di accettare le difficoltà e capirle per poterle superare, ma anche la consapevolezza di far
parte di una comunità.
In tutte le uscite proposte, questi obiettivi educativi si uniscono a quelli legati all’attività di osservazione e di
ricerca didattica. Mentre nella prima parte del triennio saranno prevalenti quelli più legati alla maturazione
del gruppo e dei singoli alunni, nella seconda prevarranno le iniziative più strettamente legate al
raggiungimento degli obiettivi cognitivi. Alle uscite in montagna se ne uniranno altre, programmate
unitariamente dal Consiglio di classe, sempre volte ad utilizzare il territorio come laboratorio per
sperimentare e verificare.
Le uscite
Per il raggiungimento degli obiettivi è stato predisposto un percorso di uscite didattiche in zone di montagna
con forti legami storici ed economici con Milano. Privilegiato è il bacino dell’Adda (e del Lario) con le
uscite a Piani Resinelli, sui Corni di Canzo, in val Codera e anche con due uscite in pianura lungo il fiume
Adda: il percorso da Airuno a Porto d’Adda e la visita alla zona di Trezzo e Crespi. Questa scelta è data dalla
collocazione della nostra scuola nel nord est della città, nella zona dove il Naviglio della Martesana porta
ancora oggi le acque dell’Adda.
Una settimana lungo l’alta via delle Alpi Ossolane completa il nostro percorso in un territorio
caratterizzato da forti legami con la nostra città. Inoltre all’inizio della classe terza i tre giorni sull’altipiano
del Pasubio permettono di affrontare l’argomento della guerra in montagna in là dove si verificarono, durante
la prima guerra mondiale, i più aspri e sanguinosi combattimenti.
Buona parte delle uscite è preceduta da una mattinata (il sabato mattina) di preparazione a scuola ed è
supportata da un libretto didattico che introduce gli argomenti che saranno affrontati nelle attività di
osservazione e di studio.
Per ogni uscita la SEM-CAI, anche con l’aiuto della Commissione Lombarda di Alpinismo Giovanile, mette
a disposizione un adeguato numero di accompagnatori che supporteranno gli insegnanti per quanto più
strettamente di loro competenza (cultura alpina, ambiente, sicurezza, ecc…).
Anche se il presente progetto interessa gli alunni del corso tecnologico-ambientale, dall’a.s. 2005/06
la possibilità di effettuare uscite in montagna sarà estesa, in modo volontario, anche agli altri alunni della
scuola. Il Consiglio di Istituto, in collaborazione con il CAI, ha varato un progetto di uscite che verranno
effettuate il sabato. Modalità di adesione e programma saranno comunicati nelle classi e sono presenti sul
sito della scuola http://www.divonasperi.it/
Uscite previste per l’anno scolastico 2006/2007
10-11-12-13 ottobre - Piani Resinelli
Istituto
scolastico comprensivo "Quintino Di Vona - Tito Speri" - Progetto
avvicinamento alla Montagna
Anno scolastico 2006/07
- corso di avviamento alla montagna
programma e regolamento
L’iniziativa, organizzata dal Consiglio di Istituto in collaborazione con la Società Escursionisti Milanesi
(sezione del Club Alpino Italiano) e gli Accompagnatori Lombardi di Alpinismo Giovanile del C.A.I., è
aperta agli alunni della scuola media e a quelli della quinte elementari. La domanda di iscrizione avviene
consegnando l’apposito modulo compilato al commesso dell’atrio della scuola (via
Sacchini). Vi è una quota
di iscrizione 15 € per famiglia come anticipo sulle spese di organizzazione e cancelleria che sarà versata
insieme alla quota della prima uscita. Il numero massimo di iscrizioni è di 50.
In linea di massima nelle uscite, che avverranno il sabato, verranno utilizzati mezzi pubblici. Il costo per uscita varierà dai 10 ai 20 €
(per le uscite di un giorno) e dipenderà essenzialmente dai mezzi di trasporto. Dove possibile ci si appoggerà
ai rifugi per consumare una pastasciutta. Per ogni singola uscita è prevista la pubblicazione sul sito della scuola:
http://www.divonasperi.it/montagna.htm
di un volantino di descrizione dell’uscita, mentre la raccolta delle iscrizioni avverrà una settimana prima.
Il versamento della quota di partecipazione avverrà con le modalità che saranno precisate nel volantino di
descrizione dell’itinerario, mentre la conferma della partecipazione ed ogni comunicazione con gli
accompagnatori avverranno con posta elettronica utilizzando l’indirizzo:
corsocai@divonasperi.it
Ogni uscita vedrà la presenza di un accompagnatore CAI ogni cinque/sei partecipanti. Organizzatori ed
accompagnatori, a norma di Statuto CAI, sono dei volontari e dunque non riceveranno alcuna retribuzione.
Le loro spese di viaggio e, quando previsto, di vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti.
Sempre gli organizzatori potranno escludere dalla partecipazione ad una o più uscite i ragazzi il cui
comportamento non viene ritenuto sufficientemente affidabile dandone comunicazione ai genitori (e
all’insegnante coordinatore di classe).
L’organizzazione del corso è a cura dell’ANAG Walter Brambilla che curerà i rapporti con il
CAI, con i
rifugi, con gli altri accompagnatori, l’AAG Paolo Molena che curerà i rapporti con la scuola, la
pubblicizzazione delle singole uscite e la raccolta delle quote di iscrizione.
Il programma che segue potrà subire variazioni. E’ previsto un pernottamento tra sabato e domenica
nell’uscita del 28 aprile.
Il corso comprende anche l’attività sulla palestra di arrampicata della scuola, che avverrà il mercoledì
pomeriggio (14.30 – 18.30) e, in alcune occasioni, anche il sabato mattina. Viene svolta su richiesta degli
alunni interessati con preavviso delle famiglie. Sempre sul sito sarà pubblicato il calendario dell’attività sulla palestra di arrampicata.
Uscite previste per l’anno scolastico 2006/2007
sabato 25 novembre Como – Brunate – Torno - Como
sabato 16 dicembre Valmadrera – 3 alpe - Canzo
sabato 20 gennaio Portofino
sabato 27 gennaio Placche di San Martino / San Martino (Lecco)
sabato 17 febbraio Monte Orsa – sentiero Cadorna
sabato 24 marzo Chiavenna – Acqua Fraggia - Savogno
sabato 28 - domenica 29 aprile (2 giorni) Canzo – rif. SEV Pianezzo – Corno
Occ. - Valmadrera
3 giugno raduno regionale di alpinismo giovanile
Istituto
Comprensivo "Boccaccio" di Cologno Monzese
7 aprile - Gita ad Asso: Arrampichiamo e Osserviamo
La gita ad Asso ci ha permesso di avere un contatto diretto con la natura. La passeggiata nel verde, il ritrovarci in un ambiente diverso da quello
cittadino, ci ha stimolato ad osservare con curiosità ed attenzione le caratteristiche di un luogo incontaminato. L'attività svolta sulle rive del Lambro ha
consentito ai bambini di sentirsi degli "scienziati" in erba, poiché lo spontaneo interesse per la natura si è trasformato ad un tratto in un'esperienza di
osservazione scientifica.
I bambini sono stati, infatti, coinvolti attivamente nell'apprendimento di concetti relativi all'educazione ambientale e all'ed. scientifica mediante la
rilevazione diretta dei dati, riflettendo inoltre sugli effetti nocivi dell'inquinamento. Infine è sembrato interessante ascoltare le notizie relative alla flora
fornite dagli accompagnatori.
Anche l'esperienza di arrampicata è stata davvero entusiasmante e divertente. A parte una ragazzina, nessun bambino aveva mai arrampicato e noi insegnanti pensiamo che onestamente non sapessero di cosa si trattasse davvero. Le loro aspettative, infatti, erano piene di sentimenti ambivalenti: curiosità, eccitazione, diffidenza e paura. Quando poi si sono trovati sotto la parete, a nostro parere, hanno un po' sottovalutato la cosa, si sentiva mormorare: " E' una sciocchezza, tutti ci riescono, cosa vuoi che sia?!!!!"
Dopo qualche minuto hanno cominciato a realizzare che così banale non era, nei loro occhi si è cominciata ad intravedere un po' di.."fifa", ma i "nostri campioni" sono riusciti a salire...il problema è stato...scendere!!!! Anche i più temerari, i più coraggiosi tentennavano, avevano qualche perplessità.. ma ci hanno comunque provato tutti!!
E' stato molto bello ed emozionante vedere che, ognuno a suo modo, è riuscito a mettersi alla prova, ad ammettere di avere paura e quindi ad
accettarsi.
I "ragazzi del C.A.I." li hanno stimolati, incoraggiati, incitati e tranquillizzati in questo battesimo dell'arrampicata... C'è voluto anche un pò di tifo delle maestre.. ma i nostri eroi ce l'hanno fatta!! Noi insegnanti pensiamo che sarebbe bello poter svolgere un percorso pratico/teorico, all'esterno/all'interno durante tutto l'anno scolastico, (e perchè no, anche per l'interociclo!!) così da preparare in modo completo i ragazzi a quella che è un'esperienza, uno sport davvero divertente, ma che richiede attenzione e coraggio.
Vogliamo ringraziare affettuosamente i volontari che ci hanno accompagnato in questa originale uscita... con un ARRIVEDERCI A PRESTO!!!!
Un caro saluto dalle classi quinte (A e B, meglio note come SOLE e LUNA) e dalle insegnanti Cristina, Elena e Rosanna della Istituto Comprensivo Boccaccio di Cologno
Monzese.

Scuola Primaria Leonardo da Vinci di Milano20 Aprile 2006
- Uscita al Fontanile Nuovo di Bareggio (MI)
Che bella avventura!!!
Le classi III C e III D della Scuola Primaria Leonardo da Vinci di Milano hanno vissuto un'emozionante esperienza all'aria aperta al Fontanile Nuovo di
Bareggio. Grazie alla collaborazione ed alla disponibilità degli accompagnatori di Alpinismo Giovanile CAI della SEM di Milano, Dolores ed Enzo, e della guardia ecologica Stefania (ed anche accompagnatore della SEM), i bambini sono stati accompagnati a vivere la scoperta dell'ecosistema e della "storia" dei fontanili.
Hanno potuto esplorare in prima persona la riserva naturale. Armati di retini, stivali, binocoli, lenti e bussole hanno perlustrato il fontanile alla ricerca di forme di vita tipiche e poi, divisi in gruppetti, hanno classificato gli animaletti utilizzando apposite griglie di studio (le chiavi dicotomiche). Hanno vissuto con grande partecipazione la misurazione della temperatura e dell'acidità dell'acqua per rilevare che quell'ecosistema ha un equilibrio favorevole alla vita.
E' stata una vera e propria indagine di esperienza e conoscitiva sul campo. Hanno osservato le piante presenti nella zona intorno al fontanile scoprendo quali erano originarie della Pianura Padana (autoctone): quercia farnia, carpino, sambuco e ontano. Hanno guardato e fotografato molti animali tipici di quell'ambiente, trovati morti per svariate cause ed imbalsamati poi per l'osservazione diretta.
Al termine della mattinata nessuno avrebbe voluto ripartire per tornare a scuola, la possibilità di indagare,ricercare e scoprire un ambiente in prima persona, guidati da persone esperte e motivate, è per i bambini di quest'età scuola di vita e lascia tracce profonde che si consolideranno nel tempo insegnando il rispetto dell'ambiente e della natura.
I bambini e le insegnanti ringraziano calorosamente in attesa di prossime proposte ambientali da vivere con le guide del CAI.
Le insegnanti Donatella Maccagni - Mara Chiesi- Donatella Moretto - Rosanna Zanon
I Pensieri dei Bambini Sull'esperienza Vissuta
…Enzo ci ha detto da dove proveniva l'acqua del fontanile. Adesso ve lo spiego: quando piove la pioggia entra nel terreno di sassi, poi incontra il terreno sabbioso e passa, infine incontra lo strato argilloso e lì non passa. Quindi l'acqua è costretta ad andare sottoterra e a quel punto l'acqua si chiama falda. Dopo la falda risale e l'uomo ha fatto il fontanile. (Pietro)
…dopo cinque minuti abbiamo incominciato anche noi a pescare. Ci siamo divisi in due gruppi, in tutto avevamo pescato quattro animali che erano: scorpione d'acqua, gasteropode, vermetti e lumachine. Il mio gruppetto era formato da
Kathleen, Ale, Richi e Ludo ed abbiamo analizzato un lombrico. Poi siamo tornati su ed Enzo ci ha spiegato gli animali imbalsamati che erano: il martin pescatore, diversi tipi di airone, due papere, un barbagianni, un gufo e c'erano anche delle uova d'airone.
(Ale)
…successivamente siamo andati a vedere gli alberi: una quercia farnia, il pioppo bianco e il sambuco nero, il cui nome deriva fatto che dentro è cavo, inoltre la sua foglia è formata da cinque foglioline, Infine siamo tornati a scuola in pullman e Dolores ci ha regalato i giochi del fontanile.
Questa gita ci è piaciuta davvero tanto e vorrei tornarci molto volentieri! (Luca)


Scuola Elementare E. De Marchi
(MI)
02/03
maggio - A passeggio in Val Masino e in Val di Mello
Anche quest'anno per concludere in bellezza un anno di scuola, abbiamo organizzato una "gita" speciale. Due giorni lontani dalla caotica Milano per fare un'esperienza da grandi:
- avvicinarsi al mondo dell'arrampicata attraverso la conoscenza delle manovre di base nell'utilizzo di corde e moschettoni e delle tecniche per muovere i primi passi d'arrampicata in sicurezza;
- fingersi ricercatori osservando e valutando i parametri del torrente Masino per focalizzare l'attenzione sul tema acqua e su tutte le sue implicazioni.
… Avevamo già fatto gite in montagna, ma quella che abbiamo fatto a maggio è stata molto di più a scopo istruttivo e quello che abbiamo fatto è stato molto più… ( Federico, Carlo )
In molti alunni è prevalso il desiderio di cimentarsi nell'arrampicata su una parete di roccia naturale, piuttosto che lasciarsi rapire dalla bellezza del paesaggio circostante.
…Io sono stato uno dei primi ad arrampicarmi e, quando sono arrivato su in cima , in un minuto e due secondi, vedevo i miei compagni piccolissimi. Ero fiero di me!.. ( Carlo )
…Ci si arrampicava due alla volta. Quando è toccato a me mi è venuta un po' di paura ma,iniziando a salire, la paura è svanita… ( Camilla )
…Tutti sono riusciti a scalare la roccia senza grandi difficoltà… ( Federico )
..All'inizio avevo paura di sbagliare ma alla fine mi sono divertito molto soprattutto nella discesa… ( Krishan )
…Mentre arrampicavo non avevo paura perché ero
imbragata, è stato bellissimo!... ( Serena )
Tuttavia la natura rigogliosa e stupefacente della Val di Mello e la camminata sul sentiero che conduce ad angoli incontaminati hanno creato stupore, sorpresa. Molti bambini sono rimasti incantati ad ammirare il paesaggio esaltante delle montagne circostanti e delle imponenti placche granitiche.
…Che bello! Resterei qui per altri giorni nel silenzio, libero di correre su questi prati…( Nitish )
…Il paesaggio pieno di verde mi ha fatto dimenticare per un po' la vita reale…( Krishan )
… Lì il paesaggio era bellissimo: enormi prati verdi, montagne con le cime innevate, cascate che scendevano dall'alto e il cielo azzurro… C'eravamo solo noi in tutta la valle… ( Serena )
Il divertimento è proseguito lungo il torrente Masino dove gruppi di bambini vocianti, in equilibrio sui sassi, si sono lanciati in importanti esperimenti.
Suddivisi in gruppi e guidati dai rispettivi referenti adulti, c'era chi misurava l'acidità dell'acqua tenendo in pugno la sua cartina di tornasole, chi verificava la temperatura immergendo il termometro con grande professionalità, chi invece munito di setaccio andava alla ricerca di qualche larva o di qualche esemplare di tricottero e chi infine faceva a gara per appropriarsi del cronometro per registrare la velocità della corrente piuttosto che del metro di legno per misurare la profondità.
Grazie quindi a Mario, a Sergio, a Dolores, a Vanda e ad Enzo che ci hanno permesso di realizzare queste attività arricchendoci sia sul piano puramente tecnico sia su quello emozionale e relazionale.
Grazie per la passione, la pazienza e l'entusiasmo con cui ci avete guidato.
Nelle menti e nei cuori di bambini e insegnanti resteranno impressi a lungo gli incontri, le amicizie, le avventure e le esperienze di gruppo come questa magari nutrendo la speranza di poterle ripetere anche in futuro.
… quando saremo alle medie, spero che faremo gite come queste… ( Carlo )
Le insegnanti e gli alunni delle classi 5^A e 5^ B della scuola elementare "E. De Marchi"
Milano.

Scuola
"Pezzani" Viale Puglie (MI)11
maggio 2006 - Gita al Parco Spina Verde
Ciao, siamo gli alunni della classe 3° A della Scuola Elementare di V.le Puglie a Milano. Scriviamo per raccontarvi la bella giornata trascorsa in gita a Como al parco Spina Verde.
Era giovedì 11 maggio, c'era un bel sole, di buon mattino ci siamo incontrati con gli alunni delle altre due classi e le maestre alla stazione Nord per prendere il treno. Là ci aspettavano: Dolores, Valentina, Aldo e Stefania, guide volontarie del CAI, (questa sigla significa Club Alpino Italiano) che ci avrebbero accompagnato in questa gita. Terminato il viaggio in treno che ci ha portato alla stazione di Como, abbiamo percorso un tratto a piedi e con la guida di
Paolo ci siamo subito addentrati nel parco.
La strada in salita, all'inizio un po' faticosa, ci ha portato nel bosco e ci si è trovati immersi nella natura: odori di piante, cinguettio di uccelli, alberi e verde ovunque, la luce del sole che filtrava tra i rami.... Paolo e Loredano, le guide incontrate sul posto, ci hanno spiegato quello che avremmo fatto nel bosco e come dovevamo comportarci. Dopo una breve merenda in località "Respaù", abbiamo cominciato la nostra avventura, ricca di tante scoperte.
In una piccola radura ci sono state consegnate delle schede, con scritte delle caratteristiche di alberi che dovevamo riconoscere e indicare. Ci siamo divisi in piccoli gruppi, guidati ciascuno da un adulto e siamo partiti in perlustrazione! Abbiamo osservato le piante con attenzione, c'erano soprattutto castagni ma abbiamo individuato anche una betulla, un pungitopo, un frassino e una robinia. E' stato interessante vedere alberi e arbusti che avevamo conosciuto in fotografia, solo sentito nominare o visto al parco Alessandrini a Milano.
Dopo esserci arrampicati in cima alla collina, abbiamo potuto ammirare un bellissimo panorama: la vista sul lago, la città di Como e le colline circostanti. Dolores ci ha indicato Castel Baradello, un'antica costruzione del 1160 costruita dal Barbarossa dopo la vittoria della città di Como in guerra con Milano. Marco, un'altra guida del CAI ci ha dato notizie interessanti sulla fauna del parco e soprattutto mostrato fonti materiali: resti archeologici di fornelli, vasi e abitazioni primitive.
I nostri panini li abbiamo mangiati nel giardino di una baita dove c'erano dei daini ai quali abbiamo dato da mangiare erbe e foglie. Nel percorso di ritorno ("Finalmente in discesa!" Hanno detto alcuni pigroni....) abbiamo visto una fonte chiamata "MOJENCA" esposta ad ovest in modo da ricevere direttamente la luce del sole il 21 dicembre, giorno più corto dell'anno.
Le guide del parco, e gli esperti del Club Alpino Italiano, sono state in ogni situazione molto utili, simpatiche e premurose per noi sono persone.... sicure.
Molti di noi desiderano ripetere questa esperienza con i propri familiari e amici. Ci sentiamo di consigliarla a chi ama la natura, la vuole conoscere meglio e trascorrere una giornata all'aria aperta, gli auguriamo fortunata come la nostra!
Gli alunni della 3° A

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